Approvato il progetto denominato “Tavitte e tradizioni, i termolesi raccontano”

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La Giunta comunale ha approvato nella seduta di ieri il progetto denominato “Tavitte e tradizioni, i termolesi raccontano”, finalizzato al recupero ed alla  riscoperta delle tradizioni e del dialetto termolese. Nell’ambito della stessa delibera è stato nominato il consigliere comunale Gennaro Timoteo Fabrizio, quale referente e coordinatore del suddetto progetto. La Giunta ha poi deciso di mettere a disposizione il locale della Torretta belvedere intitolata a Carlo Cappella, storico e custode delle tradizioni termolesi, a tutti i cittadini interessati a portare avanti il suddetto progetto, attraverso l’organizzazione di incontri ed eventi, a far data dal 25 ottobre 2013 e fino al 30 aprile 2014, tutti i pomeriggi.

La decisione presa ieri fa seguito alla delibera di G. C. n.326 del 23.12.2010, con la quale è stata decisa l’adesione al progetto denominato “ Conoscere Termoli”, indirizzato a  tutti gli alunni delle scuole primarie e medie inferiori, finalizzato alla promozione, al recupero e al consolidamento del dialetto termolese. La volontà dell’Amministrazione comunale è stata quella di dare continuità a tale iniziativa, promuovendo il progetto denominato “Tavitte e tradizioni, i termolesi raccontano”, finalizzato al recupero e alla riscoperta non solo del vernacolo ma anche delle tradizioni termolesi unitamente a una sua diffusione e conservazione.
 
“Negli ultimi decenni – ha commentato il consigliere Fabrizio, coordinatore del progetto –  alla popolazione locale si è aggiunta quella proveniente da altri paesi facendo venire meno, in molti casi, il senso di appartenenza delle proprie radici; il recupero del dialetto equivale a una migliore conoscenza della città e della sua gente, attraverso la parlata, le poesie, i modi di dire, i proverbi e i canti, che costituiscono la realtà nascosta e dimenticata della nostra comunità. L’iniziativa, quindi, intende portare alla luce un nuovo senso di appartenenza e recuperare l’identità della gente di Termoli, soprattutto tra le nuove generazioni”.

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