Terra d’arte : calendario degli spettacoli dal 27 al 30 novembre

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Per Terra d’arte questo il calendario e le schede degli spettacoli in programma da venerdì 27 novembre a lunedì 30 novembre nei teatri molisani.

27 Novembre

Teatro Fulvio GUGLIONESI
Ore 10,00 PARLO ITALIANO con Girolamo Angione e Federico Sciuto

Teatro Savoia CAMPOBASSO
Ore 10,00 SAUL con Stefano Sabelli

Teatro del Loto FERRAZZANO
Ore 21,00 MUSICA NUDA Petra Magoni/Ferruccio Spinetti

Cinema Teatro Roma CASACALENDA
Ore 21,00 LA CANDIDATA con Palma Spina

28 Novembre

Teatro Savoia CAMPOBASSO
Ore 10,00 SAUL con Stefano Sabelli

Sala Santo Stefano SEPINO
Ore 21,00 LA CANDIDATA con Palma Spina

Sala Scuola Ciccaglione RICCIA
Ore 10,00 PARLO ITALIANO con Girolamo Angione e Federico Sciuto
29 Novembre

Sala Provincia ISERNIA
Ore 21,00 PARLO ITALIANO con Girolamo Angione e Federico Sciuto

Teatro Comunale BOJANO
Ore 17,00 SAUL con Stefano Sabelli

Residenza del Prete VENAFRO
Ore 21,00 LA CANDIDATA con Palma Spina

30 Novembre

Teatro Savoia CAMPOBASSO
Ore 21,00 UPUPA MY DREAM IS MY REBEL KING 2 – THE REBELLION
con Antonio Orfanò, Lorenza Caroleo, Simone Francia, Francesco Maltese, Maria Teresa Mazza, Giulio Fazio

Auditorium ex Gil CAMPOBASSO
Ore 10,00 IL VAJONT DI TUTTI con Andrea Ortis, Aldo Gioia, M.T. Spina

Sala Comunale PIETRABBONDANTE
Ore 10,00 I PROMESSI SPOSI con Paola Cerimele, Raffaello Lombardi e Giorgio Careccia

Sala Provincia ISERNIA
Ore 10,00 PARLO ITALIANO con Girolamo Angione e Federico Sciuto

*Ingresso
€ 10,00 Biglietto Intero € 5,00 Biglietto Ridotto

LE SCHEDE SUGLI SPETTACOLI IN PROGRAMMA
MUSICA NUDA
PETRA MAGONI e FERRUCCIO SPINETTI
Presentano LITTLE WONDER

Targa Tenco 2006, pluripremiato in Francia, con Concerti all’Olympia a Parigi, all’Eritage di San Pietroburgo, in Germania, dove hanno aperto il concerto di Al Jarreau, dopo tournée in Perù, al Lima Jazz festival, Stati Uniti e Giappone e dopo una serie interminabile di sold out in ogni dove d’Italia e del Mondo, il duo composto d PETRA MAGONI, incredibile voce del jazz italiano, e FERRUCCIO SPINETTI, già contrabbassista di Avion Travel e Stefano Bollanni, presenta in concerto sul palco del “più bel Piccolo Teatro d’Italia” LITTLE WONDER, sua ultima fatica discografica.

I PROMESSI SPOSI
Compagnia Stabile del Molise
di Alessandro Manzoni
lettura-spettacolo con Paola Cerimele, Raffaello Lombardi e Giorgio Careccia

Lo spettacolo ripercorre alcuni dei capitoli più significativi dei Promessi Sposi, con un’attenzione particolare ai grandi personaggi storici del romanzo, da Cristoforo alla Monaca di Monza, dall’Innominato a Don Abbondio. Un percorso che trasmette la grande potenza narrativa di questo autore e l’essenza viva del romanzo attraverso la lettura a voce alta, l’interpretazione dei personaggi e la drammatizzazione dei momenti salienti della vicenda. Il corpo attoriale e la forza evocativa della parola manzoniana creano, nello spazio teatrale, sonorità e immagini che appassionano e coinvolgono lo spettatore.

SAUL
Compagnia del Teatro del Loto
Con Stefano Sabelli, Gregorio De Paola, Bianca Mastromonaco, Giulio Rubinelli, Fabrizio Russo, Pasquale Arteritano
scene e regia Stefano Sabelli
A 35 anni dall’ultima edizione allestita su un palcoscenico nazionale – quella di Renzo Giovampietro, del 1980 – la Compagnia del Teatro del LOTO riporta in scena il SAUL di Vittorio Alfieri: la più importante tragedia italiana del ‘700 e probabilmente di tutti i tempi. In una Galilea metafisica e senza tempo, teatro di antiche e nuove tragedie, su una scenografia lignea, imponente, ispirata all’opera di maestri dell’arte contemporanea italiana, come Ceroli e Marotta, rivive il capolavoro in versi del nostro Teatro, nella messa in scena energica e visionaria e nell’interpretazione di vigorosa e superba verità di Stefano Sabelli, affiancato da una gruppo di eccellenti talenti diplomati al Centro Sperimentale di Cinematografia o formatisi nella Scuola Propedeutica d’Arte Scenica del LOTO. Esempio straordinario di una drammaturgia pura, ritmica e di perenne modernità, l’opera di Alfieri è costruita intorno a un protagonista di poliedrica ed emozionante complessità.  Attraverso il ritmo impetuoso, incalzante dell’endecasillabo e di una recitazione necessariamente intensa e poderosa, la furia risolutiva di un re sconfitto, ma ancora sopraffatto dall’ansia di affermare la sua potenza, cresce e avvince fino alla catarsi finale. In questa tragedia, che si consuma nell’arco di una giornata (alba, giorno, tramonto e notte) David e gli altri bellissimi personaggi dell’opera, si fanno, per Saul, specchio e simbolo d’ogni umano e contraddittorio sentimento. In tal modo, viene ancor più evidenziata la dolorosa solitudine del vecchio Re d’Israele e quell’ondeggiare tempestoso del suo animo, fra bisogno di affetto e diffidenza, malinconia e ira, fino all’esplosione della follia e dell’estrema libertà del suo sentire e agire, che lo rende così attuale. L’opera, in cui Alfieri stesso dichiara d’esservi “di tutto, di tutto assolutamente” e che lui medesimo amava interpretare, oggi più di ieri è ancor più necessaria perché in grado di graffiare l’anima d’ogni pubblico, permettendoci di guardare, al contempo, con lucidità e commozione, dentro le nostre miserie e le nostre grandezze.  In questo allestimento, la musica – con partiture Klezmer e il Requiem di Mozart, contemporaneo al Bardo di Asti, eseguite dal vivo dall’eccellente Trio dei fratelli Miele – fa da contrappunto agli endecasillabi di Alfieri, esaltandone la potenza epica e lirica, che rimanda a vecchie e nuove diaspore e intifade. Un tessuto musicale, che fa emergere, con grande efficacia, le molteplici verità di un personaggio straordinario e unico nel Teatro italiano. Per complessità, potenza e modernità, il folle Re alfieriano, avverso al clero e che teme il guardarsi dentro, nulla ha da invidiare ai grandi, folli Re shakespeariani.

IL VAJONT DI TUTTI
OUVERTURE
PRODUTTORE ESECUTIVO: Lara Carissimi AUTORE: Andrea Ortis REGIA: Andrea Ortis ASSISTENTE REGIA: Francesca Tavaniello DIREZIONE MUSICALE: Antonio Cocomazzi SCENE E COSTUMI: Lara Carissimi COMPOSIZIONI: Antonio Cocomazzi INTERPRETI: Andrea Ortis (Narratore) Aldo Gioia (Carlo Semenza) Maria Teresa Spina (Tina Merlin)

Vajont è il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso per confluire nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in Provincia di Belluno. La storia di queste comunità venne sconvolta dalla costruzione della diga del Vajont, che determinò la frana del monte Toc nel lago artificiale. Il 9 ottobre del 1963 dal versante settentrionale del monte TOC, a cui è poggiato un fianco della diga, si stacca una enorme frana di 260 milioni di m3 di roccia e piomba nel lago, dietro la diga, sollevando un’onda, di 150 milioni di m3 di acqua. La massa della frana, precipitando nel lago causò un onda gigantesca che scavalcò la diga, travolgendo 5 paesi: LONGARONE, PIRAGO, RIVALTA, CODISSAGO, FAE. 2 000 i morti.
La storia della diga del Vajont, è una storia da raccontare, zeppa di errori e connivenze, interessi e soprusi, con moltissimi punti di contatto con altre tragedie Italiane che potevano e dovevano essere evitate. Questo allestimento teatrale rende attuale un racconto che, seppur parte della storia d’Italia, intercetta moltissimi elementi di affinità con l’oggi. Spesso dietro queste tragedie vi sono combine, affari, storie di nascondimenti e soprusi, in questo il Vajont è assolutamente assimilabile ad altri disastri avvenuti in Italia nel corso degli anni. Sarno, Ustica, Viareggio, fino alla triste vicenda di San Giugliano di Puglia, sono solo alcuni dei punti più bui e dolorosi della nostra storia. Si, perché si tratta della nostra storia, della storia di tutti noi, coinvolti nell’impegno di rendere memoria e “attori” complici affinchè quanto successo non si ripeta. Ma “Il Vajont di tutti” è anche un racconto di speranza e forza, una storia fatta di gente che decide di andare avanti. Ogni uomo nel racconto della propria vita ha, prima o poi, a che fare con il dolore, qualunque esso sia, ed in quell’attimo, in quel momento sta all’uomo scegliere e decidere se fermarsi o andare avanti. La gente che ha subito queste tragedie ha dimostrato forza. Questo progetto vuole svolgere un importante opera di sensibilizzazione rivolta a tutti. La tragedia del Vajont raccontata con l’evidenza dei moltissimi punti di contatto con altre tragedie preventivabili e quindi evitabili, avvenute in Italia, permette allo spettatore giovane o adulto che sia, di ogni categoria e appartenenza, di avere un quadro storico preciso, di comprendere l’importanza della prevenzione, il rispetto delle regole, il riguardo verso le necessità ed i bisogni di tutti.
La parte dedicata alla tragedia di San Giuliano di Puglia, dimostra come i fatti del 1963 accaduti a quasi 1000 km dal Molise siano ancora attualissimi e, nel racconto, si renderà evidente come moltissimi siano i connotati comuni tra le due tragedie. Il teatro aiuta a rendere fruibile un racconto, un attore lo fa vivere, applicando, oltre all’arte scenica, anche una funzione didattica che, in varie forme espressive, diventa dirompente ed efficace, toccando nel vivo, la vita di ognuno.

PARLO ITALIANO
1000 anni di storia letteraria raccontati in poco più di un’ora
Compagnia Torino Spettacoli
GIROLAMO ANGIONE – FEDERICO SCIUTO
di Germana Erba e Irene Mesturino regia Guido Ruffa
Il baby best seller di Torino Spettacoli PARLO ITALIANO festeggia quest’anno i 10 ANNI DI REPLICHE! Una “lezione di italiano” fuori dagli schemi! Ecco che cos’è “Parlo Italiano”. Se siete ancora studenti, magari scioccati da un recente “4” di interrogazione e avete sviluppato un odio profondo per Foscolo e Alfieri, che vi rimangono tuttora sconosciuti; oppure se i vostri ricordi scolastici sono ormai lontani, ma di tanto in tanto vi torna in mente qualche verso de “la cavallina storna…” o qualche passo della nostra storia letteraria; allora, qualunque sia la vostra età, la vostra professione e il vostro amore per lo studio, Parlo Italiano è lo spettacolo che fa per voi, perché d’un colpo solo vi riconcilierà coi 1000 anni della nostra storia letteraria. Scorre via sulla scena, come un treno in corsa, senza pretese d’essere esaustivo e neanche esauriente, ma con un approccio talvolta sorpreso e talvolta consapevole a pagine, pensieri, variazioni e peculiarità della nostra lingua, secondo un iter cronologico e geografico emozionale e curioso, che strizza l’occhio ai giorni nostri. A non farvi sentire in colpa per qualche carenza di preparazione ci pensa uno studente svogliato e un po’ ignorante; di italiano non sa niente, ma un po’ alla volta si fa coinvolgere nelle spiegazioni del suo insegnante –che, da parte sua, ce la mette tutta– e siccome sciocco non è, a modo suo fa progressi. Parlo Italiano è una sorta di bignamica teatralizzazione di un percorso linguistico-letterario libero dallo “sfoggio del sapere” ma denso di stimoli culturali e di agganci con la nostra realtà: e perci utilissimo agli studenti e potenzialmente proficuo per tutti gli spettatori, giovani o maturi. Si tratta solo d’accettare una sfida: non sarete mica più refrattari dello studente fannullone? E se anche lui ci piglia gusto, perché non dovreste passare un’oretta in compagnia di Dante, Petrarca, Foscolo, Manzoni, Verga, D’Annunzio, Pavese e su, su… fino ai nostri giorni?

“UPUPA MY DREAM IS MY REBEL KING 2 – THE REBELLION”
di Antonio Orfan con Antonio Orfan , Lorenza Caroleo, Simone Francia, Francesco Maltese, Maria Teresa Mazza, Giulio Fazio regia Antonio Orfan
Compagnia Teatro La Chapliniana

Lo spettacolo trae spunto da “Gli uccelli” di Aristofane. La commedia narra la vicenda di due vecchi ateniesi, Pistetero ed Evelpide, che, stanchi e disgustati della loro patria (dove imperversano delatori e maniaci dei processi), decidono di emigrare. Guidati da una cornacchia e da un corvo, raggiungono Tereo, un uomo trasformato dagli dèi in upupa, e gli manifestano la loro intenzione di stabilirsi in un luogo dove poter vivere tranquilli. Anzi Pistetero lancia a Upupa una proposta: fondare una città nell’aria, la cui particolare collocazione, tra cielo e terra, permetterà agli uccelli di comandare sugli uomini e diventare addirittura più potenti degli dei.

“LA CANDIDATA”
con Palma Spina
Testo e regia: Palma Spina. Voci: Alessia Filiberti e Francesco Vitale. Scene: Francesco Niro Suoni: Roberto Faccenda
Produzione Targhe Alterne

Palma Spina in occasione della campagna elettorale (ce n’è sempre una alle porte) torna ai suoi amati personaggi (la casalinga barese, l’impiegata napoletana, l’ingenua romana e la stralunata veneta) introducendone di nuovi (l’attrice impegnata). I riferimenti a politici della scena locale molisana e di quella nazionale sono espliciti, come vuole la sua satira. E si ride, si ride. Purtroppo, si ride. Cinque candidate presentano il loro programma e la loro personalissima ricetta per uscire dalla palude economico-sociale e dal degrado morale del paese. La candidata romana è un’ex starletta di Non è la Rai che vive la sua avventura politica come un nuovo programma televisivo. La candidata napoletana stila il suo programma dal suo osservatorio, l’ufficio postale dove serve pensionati e precari. La candidata veneta è inviata dalla Lega al Sud per prendere voti e cela le sue origini meridionali. L’attrice di prosa si prepara a scendere in politica con il metodo Stocansky imparato in Accademia. La candidata barese, sostenuta da Vendola, propone la sua soluzione alla crisi economica rivolgendosi alla comunità gay. Cinque donne, ma potrebbero essere anche uomini, che sono lo specchio di come è intesa e fraintesa oggi la politica.

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