“Molise da Raccontare…40 anni di arte musica e poesia”, manifestazione celebrativa dei quarant’anni de Le Bangale

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Sabato 30 maggio 2015 ore 20.30 al Teatro Savoia va in scena “Molise da Raccontare…40 anni di arte musica e poesia”, manifestazione celebrativa dei quarant’anni del patrimonio coreutico de “Le Bangale” Compagnia di Cultura Popolare di Baranello. La trasposizione artistica dal titolo “La femmena che la cucchiara nen tene marite che la cummara” è un viaggio nel tempo attraverso il canto popolare, la poesia dialettale, musiche e danze coinvolgenti ed emozionanti che rievocano e traspongono gli antichi rituali del matrimonio contadino ottocentesco. La “femmena che la cucchiara…” è la rivalutazione del ruolo della donna nella società contadina: risorsa preziosa, da proteggere gelosamente, ma anche regina del focolare dotata di un ligneo scettro “la cucchiara”. La cucchiara coadiuvava la “femmena” del passato ad educare i figli “a pane e cucchiarelle”, a rettificare la via di mariti ribelli sempre in cerca di giovani donzelle, ma soprattutto una buona “cucchiarella” univa tutta la famiglia attorno alla tavola imbandita per festeggiare, per contrattare matrimoni o eredità e per metabolizzare un dolore.
Le Bangale offrono, gratuitamente, questo rappresentazione alla comunità di Baranello e a tutti i molisani che condividono la passione per la ricerca e la valorizzazione di un passato che rende il presente carico di significato tanto da infondere serenità nell’ affrontare un futuro incerto. Lo spettacolo non sarà la celebrazione di un “gruppo” ma di un intera comunità che da più di 90 anni continua a valorizzare e tramandare con grande carica emotiva beni materiali ed immateriali del suo passato. In occasione di questa manifestazione si esibirà, per la prima volta, anche il coro “La malalenga” frutto di un progetto didattico svolto in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “G. Barone” di Baranello, che volge lo sguardo al futuro al fine costruire nei cittadini futuri una salda identità culturale che li renderà resilienti alle mode “globalizzanti”.

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