Al Loto Shakesperando 2016: due recital di e con Valter Malosti

Londra, 1593. La peste sta devastando la città, i teatri sono chiusi. Shakespeare trova l’ispirazione, e un patrono, e scrive un piccolo capolavoro in versi: il poemetto erotico-mitologico VENERE E ADONE.  È, per l’epoca, un grandissimo successo, con numerose ristampe fino alla metà del secolo successivo, immancabile nei bordelli, quanto sotto il cuscino delle grandi signore aristocratiche e degli amatori. Venere e Adone sfugge a qualsiasi definizione: “comico oppure tragico, leggero oppure profondo, un inno alla Carne oppure un ammonimento contro la Lussuria: il poemetto è un mixtum in cui tutti i termini di queste antitesi sono simultaneamente veri. Introducendo nella sua storia un conflitto erotico che nelle Metamorfosi di Ovidio non era presente, Shakespeare ha fatto qualcosa di più che produrre un sicuro effetto comico — anche se questo “di più“ passa precisamente e innanzitutto attraverso la comicità.
LO STUPRO DI LUCREZIA venne pubblicato invece nel 1594, l’anno successivo alla stampa del poemetto gemello (committente e dedicatario il medesimo Southampton). La storia di come Tarquinio stuprò Lucrezia, invasato di lei dopo le lodi del marito Collatino all’interno di una bizzarra gara tra generali, e di come il suicidio della vittima spinga il popolo romano a ribellarsi e a liberarsi dal giogo della tirannia monarchica era stata succintamente narrata da Tito Livio e Ovidio e poi da Chaucer. In Shakespeare la voce della donna si dilata e diviene uno dei più alti esempi di meditazione sulle conseguenze dello stupro visto dalla parte di una donna, attraverso un’ardita serie di lamentazioni, introspezioni, allegorie, invettive: contro il Tempo, la Notte, l’Occasione; e in una ekphrasis che è capolavoro assoluto: la descrizione di un quadro di argomento troiano memore forse di Giulio Romano e di Mantova, in cui il sacco della città diviene la sua propria violazione. I due poemetti sembrano formare un dittico simmetrico e contrappuntato, dove la seconda tavola rovescia la prima: dallo sfondo giorgionesco si passa ad un tragico notturno, immerso in una livida oscurità caravaggesca squarciata dalla luce di una torcia. Per il grande poeta inglese Ted Hughes, autore di un visionario e misterico saggio/poema Shakespeare and The Goddess of Complete Being, questi poemetti, scritti quando i teatri londinesi erano chiusi per la peste, sono la base in cui individuare idealmente tutta la strategia poetica e i fondamenti metafisici dell’intera opera shakespeariana.

* PREMIO ANCT – Ass. Nazionale Critici di Teatro – 2009 alla regia
** PREMIO UBU 2013 under 30 come nuova attrice ad Alice Spisa

Sabato 30 – in occasione dello spettacolo VENERE E ADONE
TEATRO & BISTROT DEL LOTO
presentano la prima CENA A TEMA di un grande Masterchef molisano:
RENATO TESTA cucina SHAKESPEARE
con menù ispirato alle opere del Bardo
Si consiglia la prenotazione:
– Sconto cena per gli abbonati alla Stagione
– possibilità di combinare a prezzo agevolato in prevendita cena e spettacolo insieme.
Info prenotazione ai numeri:
+ 39 333 1852262
+ 39 392 3397154

We Love Loto 15/16
presenta
SHAKESPEARNDO 2016
Sabato 30 aprile – ore 21.30
VENERE E ADONE
Domenica 1 maggio – ore 18.00
LO STUPRO DI LUCREZIA
di William Shakespeare
due recital di e con Valter MALOSTI
traduzione Gilberto Sacerdoti | adattamento Valter Malosti
suono e programmazione luci G.u.p. Alcaro
costumi Federica Genovesi | assistente alla regia Elena Serra
produzione Teatro di Dioniso, Fondazione T. Stabile di Torino, Residenza Multidisciplinare di Asti
con il sostegno del Sistema Teatro Torino

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