Patriciello: Cultura strada maestra lungo la quale creare nuove ricchezze

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patriciello onParco Archeologico dell’Alto Sannio. Un progetto che è stato illustrato ad Agnone al  Teatro Italo Argentino e che ha riscontrato un grande interesse. Ne è convinto l’On. Aldo Patriciello secondo cui “risulta essere uno dei progetti che, per il Molise e il vicino Abruzzo, può avere una straordinaria portata in fatto di sviluppo dei territori interessati. Ringrazio per questo Nicola Mastronardi e Armando Falasca in rappresentanza delle due associazioni culturali che da sempre hanno voluto questa iniziativa,  – ha poi affemato Patriciello nel corso dell’incontro agnonese dal titolo ‘Archeologia, territorio e vision del progetto’ – costituendo il Comitato promotore del Parco Archeologico Interregionale dell’Alto Sannio. Ringrazio i rappresentanti dei Comuni coinvolti: Agnone, Pescopennataro, Pietrabbondante, Alfedena e Schiavi di Abruzzo che hanno creduto in questa idea in nome del comune passato sannita. Ringrazio la Vice Presidente Angelilli, sannita di origine come me, che ha accolto con favore questo progetto, impegnandosi in prima persona per garantire il proprio importante supporto istituzionale.

Il progetto del Parco Archeologico interregionale nasce al fine di unire le forze per mettere in rete il patrimonio comune sannita di cui ciascuno dei comuni coinvolti dispone. L’Obiettivo è salvaguardare in maniera omogenea un patrimonio che non può essere separato in virtù degli attuali vincoli geografici e suddivisioni amministrative imposte a livello provinciale, che possa diventare un efficace strumento al servizio della divulgazione e della didattica dell’eredità sannita.
La creazione di un network culturale di matrice sannita – mediante la costruzione di strutture comuni di accesso alle varie aree, di sale multimediali, di laboratori per i ricercatori e atelier di archeologia sperimentale – permetterebbe la creazione di un percorso didattico di straordinaria unicità che porterebbe un ritorno territoriale di profonda importanza.
Investire nella cultura  – ha poi sottolineato Patriciello nel corso dell’incontro – rappresenta mai come in questo momento un elemento dal quale il nostro Paese non può e non deve prescindere. In effetti, se paragonata agli altri settori dell’economia, la cultura ha un’ulteriore dimensione non soltanto perché crea ricchezza, ma contribuisce anche all’integrazione sociale e all’orgoglio dell’appartenere ad una comunità storica.  La cultura è anche uno strumento potente per comunicare valori e promuovere obiettivi di interesse pubblico e, quando questo accade, la cultura diviene la strada maestra lungo la quale si creano nuove ricchezze. La conoscenza rappresenta dunque la risorsa strategica su cui si gioca la capacità dei sistemi di innovarsi e modernizzarsi. Il futuro sarà sempre più segnato dalla produzione, accumulazione, circolazione e valorizzazione della conoscenza. Ciò che conterà sarà la capacità di utilizzare le proprie basi di conoscenza, in genere costruite su un ambito locale caratteristico, per creare competenze distintive in grado di entrare nelle reti di formazione della conoscenza globale. Le Regioni Molise e Abruzzo, ricche di poli culturali di attrazione devono pertanto investire con convinzione in questa iniziativa come in altre in ambito culturale al fine di concorrere alla trasformazione della Cultura in un fattore di ripresa economica. L’Industria Culturale può e deve essere ampliato fino a costituire un caposaldo per il rilancio dell’Economia. Comparto che deve essere sostenuto dalle Istituzioni e non può essere lasciato esclusivamente ad iniziative di carattere prevalentemente associazionistico, spesso estemporanee, che non possono essere in grado di attrarre e giustificare investimenti adeguati dal mondo delle imprese. Alla luce di questa evidenza è possibile e necessario superare i limiti, le restrizioni e le ambiguità alimentate dal pregiudizio ideologico secondo il quale, ancora, tradizionalmente, Cultura e Profitto non possano coesistere, anzi, si elidono a vicenda. Se le energie e le straordinarie risorse culturali presenti nei nostri territori saranno adeguatamente sollecitate, coordinate ed utilizzate, potremo essere protagonisti della concretizzazione di una straordinaria iniziativa”.

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