Mucillagine in mare: la sorpresa di Pasqua che aggrava la crisi della pesca nel medio adriatico

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Non c’è mai limite al peggio, è proprio vero.

Il periodo di emergenza sanitaria ed economica attuale, che vede ferma tutta la ristorazione italiana, ha senza dubbio portato ad un crollo della domanda di molte specie ittiche.

Un’importante contrazione che riscontriamo anche nella offerta dato che le imprese di pesca registrano da diverse settimane una netta riduzione delle catture, un momento in cui si pesca pochissimo prodotto.

Ad aggravare la crisi attuale è adesso in continua espansione il fenomeno della mucillagine che sta ostacolando non poco l’attività di pesca delle imprese del medio adriatico.

I motopescherecci a traino vedono le proprie reti inefficaci e inutilizzabili riscontrando nella fase di ritiro delle stesse una derivante sostanza gelatinosa mista a fanghiglia che le intasa totalmente.

Ciò comporta un notevole aggravio di lavoro per i pescatori a bordo che impiegano ad ogni calata il triplo del tempo per pulirle e di costi per il maggior quantitativo di gasolio utilizzato.

Rassicuriamo il lettore sul fatto che ciò non compromette affatto la qualità del pescato ma purtroppo ne limita moltissimo il quantitativo di cattura, rendendo di fatto le battute di pesca antieconomiche, proprio perché, a causa della contrazione della domanda, nonostante il poco prodotto sbarcato i prezzi di vendita non garantiscono la copertura dei costi.

Tutto ciò in un contesto normativo che vede ridurre in maniera drastica le giornate di pesca consentite per questo anno.

In conclusione le imprese di pesca chiedono che, al pari di tutte le altre imprese colpite da questa crisi economica attuale, possano usufruire il prima possibile di un sostegno economico in grado di alleviare lo stato di sofferenza attuale sia per gli armatori che le famiglie dei propri pescatori.

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