Molisani nel Mondo/ Nicholas Long divenne “manager” della “First National Bank” di Greensburg in Pennsylvania. Era nato a Gildone

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*rubrica a cura di Geremia Mancini e Mariateresa Di Lallo

Il Molise è fatto da molisani, anche da quei molisani che sono emigrati, perchè costretti o per scelta, soprattutto a cavallo delle due Guerre mondiali, ma sempre con un pensiero rivolto alla loro terra, e che si sono distinti in vari settori nel mondo. Con questa rubrica vogliamo ricordarli ma anche ridare dignità ai nostri borghi, ai nostri talenti e nel contempo riaccendere l’attenzione su questo piccolo lembo di terra, non solo per storia, cultura e paesaggi ma anche dal punto di vista degli ingegni. Pultroppo il Molise come i molisani illustri, non sono presenti sui libri di storia, ma è giusto far conoscere ai molisani in primis, alle giovani generazioni, che i loro avi, si sono distinti nel mondo, con sacrifici, allontanandosi dai propri familiari, a volte non riuscendo a tornare nella loro terra d’origine. Di settimana in settimana racconteremo la storia di ognuno di loro, ricordando anche il paese di nascita molisano. Per questo abbiamo deciso di unire la storia dei “molisani” emigrati con la storia del paese di nascita.

Nicholas LONG (in realtà Nicola Saverio LONGO) nacque a Gildone (CB) in via del forno, il 5 dicembre del 1885, da Angelo Raffaele (quarantasettenne “contadino”) e Filomena Gargiso (“contadina”). Nicola, ragazzo sveglio e determinato, studiò in un Convitto di Campobasso. Ma la vita in Molise, in quegli anni, non era certo facile e offriva poco a chi, come lui, intravedeva altri orizzonti. Così il giovane decise di tentare il “sogno americano”. Era fidanzato con una giovane di Gildone e desiderava di portarla con lui. La ragazza accettò di seguirlo. Si chiamava Maria Battista Giovannitti (era nata a Gildone, il 27 febbraio del 1884, da Nicolangelo e Maria Luigia Rossi).


I due si sposarono nel loro paese il 29 ottobre del 1904. Subito dopo partirono per l’America con le loro valigie di cartone. Nell’inverno del 1904, Nicola e Maria, giunsero ad “Ellis Island” a bordo della nave “ Prinz Adalbert” (varata nel 1902 finirà silurata e affondata da un sottomarino tedesco nel 1917). I due stabilirono la loro residenza a Greensburg, Contea di Westmoreland, in Pennsylvania. Qui Nicola, oramai per tutti Nicholas, alternando il lavoro allo studio, conseguì il diploma e poi la laurea. Divenne un personaggio autorevole di Greensburg.


Intanto ad allietare la vita di Nicholas e Maria erano arrivati 5 figli: Angelo Ralph (in nome del nonno paterno), Lawrence, Nicholas Jr., Dora e Gulietta. Nel 1911, Nicholas, favorì la nascita di un giornale, “La Stella d’Italia”, con l’intento di informare e guidare la popolosa comunità italo-americana. Intanto aveva aperto una Agenzia di viaggio che curava gli arrivi e partenze tra l’Italia e gli Stati Uniti.


Durante la Prima Guerra Mondiale fu membro della United States Draft Board ( organo con funzioni che comprendono la registrazione, il rifiuto e la selezione di uomini in età militare fissati dalla legge). Nicholas Long nel 1923 divenne dirigente “manager”, per il Dipartimento Estero, della “First National Bank” di Greensburg. Fu Presidente di varie associazioni e tra queste: “Christopher Columbus Society”, “Amici d’Italia Club” e “America Lodge”.


Raggiunta la pensione Nicholas e Maria decisero di trascorrere i loro ultimi anni a Culver City in California. Nicholas Long morì nel 1960. Maria, gli sopravvisse di pochissimo, morì nel 1961. Oggi riposano entrambi nell’Holy Cross Cemetery di Culver City in California.

Gildone (CB):
Storia
Poche e non sempre attendibili sono le notizie a disposizione per quanto riguarda l’etimologia del nome. Nel catalogo Borelliano del XII il nome era Celidonia, di seguito fu Geldoniam, poi Cedrone e nel XVIII secolo Geldone.
In epoca sannitica, come attesta il ritrovamento di una necropoli nell’agro del comune, il territorio di Gildone era già abitato. L’attuale comune, prosperò con l’immigrazione degli abitanti dei feudi di Quadrano e S. Andrea, trasferiti per motivi che non ci è dato conoscere. Nel corso dei secoli anche questo paese vide l’alternarsi di diverse famiglie al potere, sino al termine della feudalità. Il santo patrono è San Sabino che si porta in processione il 1º agosto.

Gildone panorama

Chiese
Chiesa San Sabino
Costruita in arte romanica, la chiesa di San Sabino ha una posizione dominante sull’abitato medievale. Antiche fonti fanno risalire la sua costruzione tra il 1090 e il 1100 per interessamento del feudatario Ruggero da Ponte di Cercemaggiore (V. D’Amico). Altre date significative sono il 1456, anno in cui il terremoto distrusse l’antica chiesa in stile romanico. Il 1459, termine della sua ricostruzione. A questo nuovo Tempio fu data la struttura a croce latina poggiando il transetto sui supportici di via Isaia e vico Santoro adiacenti alla Chiesa. L’antica chiesa del 1690 conteneva 9 sepolture: grandi fosse comuni dove venivano inumati i cadaveri divisi per sesso e censo, sei altari: il Maggiore e altri dedicati a S. Maria de Monte Carmelo, al SS. Rosario, a S. Maria Costantinopolitana, a S. Maria Annunciationis, a S. Maria Gratiarum.

Chiesa di Santa Maria a Quadrano
La prima Pietra benedetta fu posta il 3 giugno 1721 dal vicario foraneo Arciprete Silvestri su commissione dell’Arcivescovo di Benevento Cardinale Vincenzo Maria Orsini; Alle spese concorsero Sua Santità Benedetto XIII (già cardinale V.M. Orsini), l’abbate di Santa Sofia di Benevento Gizzi, i devoti del luogo, i luoghi Pii: Chiese, Cappelle, Confraternite.
I devoti Matteo e Antonio del Vasto costituirono per detta Chiesa un capitale che venne impegnato per l’acquisto della suppellettile. Preesisteva a tale costruzione una cappella abbaziale dell’ XI secolo titolata a Santa Maria Decorata e dipendente dall’Abbazia di Santa Sofia, edificata durante l’espansione Benedettina nei territori del Ducato Longobardo di Benevento.

Chiesa Santa Maria delle Grazie
A valle del centro abitato, in località Codacchia (capo d’acqua), adiacente ad un’edicola dedicata a San Paolo risalente all’anno 1450, i Gildonesi edificarono alla Madonna una chiesa di forma ottagonale, secondo il sogno di Papa Liberio per alcuni, secondo le 8 beatitudini del Vangelo di Matteo, più credibile, per altri, titolandola a Maria SS delle Grazie. Più volte è stata restaurata nel corso degli anni col contributo di tutti i Gildonesi. Recentemente si è provveduto a ridare splendore all’interno e agli affreschi della volta eseguiti dall’artista Leo Paglione nel 1952. Benedetta da S. E. R. Monsignor G. M. Bregantini Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Campobasso–Boiano il 13 agosto dell’A. D. 2012 .”


Chiesa di san Nicola
Dal 1805 i gildonesi chiamarono questa cappella “San Nicola” perché in quell’anno ci fu un terribile terremoto che distrusse il Convento Agostiniano in contrada Sant’Andrea e la statua del Santo, recuperata, fu qui trasferita e sistemata. La Cappella fu costruita nel 1681 dal barone Don Ottavio De Stefano, napoletano, tenutario del Real Feudo. Sull’architrave del portale d’ingresso è scolpita invece un’altra data, 1729, forse quella di un suo probabile rifacimento. Sulla facciata aveva tre finestre. Sopra il muro frontespizio è situato un arco, da cui pende una campana dal peso di 33 rotoli (30 kg ca).

Archeologia

Mura Monte Quadrano


Le mura
Le ricerche archeologiche effettuate negli anni 1935-38, 1985-87 e successivi, testimoniano la presenza dei Sanniti Pentri sul nostro Territorio sin dal V secolo a.C.. Sorge nell’altura denominata “Montagna” che ha la quota massima di 902 metri s.l.m. il circuito delle mura in maniera discontinua, che racchiude sia il pianoro superiore sia zone piuttosto accidentate, specialmente sul lato orientale e nord-orientale, da dove si gode un’ottima vista sulla valle del torrente Carapelle (affluente di destra del torrente Tappino, quest’ultimo affluente del fiume Fortore) e sul percorso del tratturo Castel di Sangro-Lucera. Le mura si leggono per ampi tratti e sono realizzate nella consueta tecnica edilizia di questi tipi di strutture: grossi blocchi appena sbozzati, sovrapposti e intercalati con conci di minore pezzatura; lo stato di conservazione dell’alzato è piuttosto povero, non superando, nella parte rimasta visibile, un metro.

Il sepolcreto sannitico di Gildone
La necropoli si trova in un area conosciuta a ricercche archeologiche per via del rinvenimento di due fortificazioni sannitiche, una nel territorio di Cercemaggiore, una proprio nell’ agro di Gildone.Il piccolo nucleo di sepolture (23 tombe) è ubicato in località Morgia della Chiusa ai limiti di un piccolo pianoro che a nord/nord-est digrada verso la vallata di Gildone. Le tombe occupano un’area stretta ed allungata e si presentano in tre raggruppamenti che possono far pensare non a momenti successivi di deposizione ma a nuclei intenzionali (familiari, ad esempio).


Gli scavi del 1986 hanno portato alla luce, oltre ad altre tombe, anche i resti di un edificio, databile attraverso i materiali rinvenuti al periodo fra il III e il II secolo a.C.
In contrada Cardete, località Morgia della Chiusa [volgarmente detta Péʃch Ciùféll], nei pressi di una antica via che da monte Saraceno di Cercemaggiore scende in direzione di Gildone verso il Tappino, tra il 1985-1988, durante lavori di scavo sono venute alla luce 23 sepolture tutte a fossa, con Tegoloni disposti a cappuccina. Il defunto è disteso supino con i vasi deposti ai piedi o presso la testa o di lato. Tramite gli oggetti del corredo si possono distinguere le sepolture femminili da quelle maschili; queste ultime, più profonde, esibiscono il coltellino, il rasoio, la cuspide di giavellotto e il cinturone. Quelle femminili sono caratterizzate da fibule (spille) sia in bronzo che in ferro. La comunità titolare del sepolcreto di Gildone era senza dubbio molto piccola. Se si considera che i limiti cronologici si estendono per circa un secolo (il IV secolo a.C.), puó essersi trattato al massimo di tre unità familiari, coesistenti forse con altre comunità simili nella stessa zona. Trattasi di una comunità rurale la cui sopravvivenza resta legata ad un’economia di sussistenza, affidata al lavoro dei campi e al piccolo allevamento”. [<“Papers of British School at Rome” (Angela Di Niro)]

Arte
La croce stazionaria di Gildone
All’interno del cimitero di Gildone oggi si trova una croce stazionaria che una volta era sistemata nel paese, presumibilmente davanti alla Chiesa Madre. La data che in bella evidenza si legge sulla base attesta in maniera inequivocabile che sia stata realizzata nel 1608. ( continua La croce stazionaria di Gildone F. Valente)

Curiosità:
Il paese è inoltre il luogo di origine della popstar italo-americana Ariana Grande: i suoi bisnonni Filomena Iavenditti e Antonio Grande emigrarono da Gildone verso l’America (nello specifico New York) nel 1912.

*Geremia Mancini – presidente onorario “Ambasciatori della fame”
*Mariateresa Di Lallo – giornalista pubblicista, appassionata di storia, usi e costumi medioevali e ricercatrice di tradizioni popolari molisane

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