Lettera ai Presidenti delle Regioni del Mezzogiorno per richiedere il Referendum abrogativo per le trivellazioni

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Riceviamo e pubblichiamo

Alla cortese attenzione di
Marcello Pittella, Michele Emiliano, Vincenzo De Luca, Mario Oliverio,
Rosario Crocetta, Paolo Di Laura Frattura, Luciano D’Alfonso,
Presidenti delle Regioni del Mezzogiorno interessate dalle estrazioni in terra ed in mare
Cari Presidenti, abbiamo deciso di rivolgerci a Voi come giovani italiani e meridionali prima ancora che come giovani che hanno l’ambizione dell’impegno politico e della passione civile. Le vicende di questi ultimi mesi legate alle estrazioni petrolifere in mare ed in terra e quindi all’articolo 35 del decreto Sviluppo ed all’art 38 dello Sblocca Italia devono farci riflettere seriamente.
Il primo, concernente le trivellazioni, pur avendo esteso il divieto di esercizio delle attività di ricerca e di estrazione degli idrocarburi fino al limite delle 12 miglia marine, ha previsto che detto limite non dovesse riguardare i procedimenti autorizzatori in corso alla data di entrata in vigore del d. lgs. n. 128 del 2010, che quindi potrebbero essere portati avanti; il secondo ci allarma quando prevede la strategicità, indifferibilità e l’urgenza delle opere, il vincolo preordinato all’esproprio, la possibilità che possano essere rilasciati titoli unici di concessione, anche in assenza del piano delle aree. Oggi più che mai siamo profondamente preoccupati da quell’idea di sviluppo che traspare dai succitati articoli e che nei fatti potrebbe aprire la strada a scelte non sempre in linea con gli interessi delle Regioni, con le loro storie e le prospettive, oltre a limitarne la capacità di intervenire nei processi decisionali.
Pur comprendendo le necessità del Governo di tutelare la sicurezza dell’approvvigionamento di idrocarburi in un quadro geopolitico segnato da profonde incertezze, non possiamo accettare di consegnare quasi una delega in bianco a chiunque si trovi alla guida del Paese. Per nostra formazione, per cultura politica, per convinzioni personali noi Giovani Democratici non condividiamo una visione che non tenga conto del principio di leale collaborazione tra governo ed autonomie locali, delle scelte condivise e consapevoli, del protagonismo e dell’autonomia dei territori. Una prospettiva, questa, non adeguata rispetto a una concezione equilibrata e lungimirante di sviluppo energetico, che contempla l’utilizzo di più fonti energetiche ed una progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Un siffatto approccio alle scelte economiche ed energetiche porterebbe a numerose nuove estrazioni, sia in terra che in mare, come dimostrano le diffuse richieste di permesso ricerca pendenti. L’esiguità delle risorse di cui l’Italia dispone su mare e su terra non motiva un condizionamento così importante alle vocazioni allo sviluppo di aree tanto vaste. Ciò non è condivisibile per nessuna regione italiana, tantomeno per il Sud ,che da decenni fornisce un contributo enorme al fabbisogno energetico nazionale e che necessita di una visione che vada oltre gli schemi tradizionali.
Cari Presidenti, ci rivolgiamo a voi perché crediamo che, in questo periodo di confusione e strumentalizzazione, la strada migliore sia ricorrere all’ascolto dei cittadini, attivando la richiesta del referendum abrogativo dell’art. 35 del decreto Sviluppo e del 38 dello “Sblocca Italia”, che, come prevede l’art.75 della Costituzione, può essere indetto allorquando ne facciano richiesta almeno cinque Consigli Regionali. Proprio ieri la Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali ha approvato all’unanimità un’iniziativa analoga. Ci rivolgiamo a voi consapevoli del fatto che, contrariamente a quanto si possa pensare, non è assolutamente scontato che il nostro pensiero sia maggioritario nel Paese. Al di là dei tatticismi e dei politicismi, riteniamo sia necessario rafforzare il rapporto con i cittadini chiedendo a loro di esprimersi sul futuro della loro terra ed aprendo al coinvolgimento in merito al modello di sviluppo che immaginano per l’Italia.
È questo lo spirito con cui, nel pieno e necessario rispetto del dialogo tra le Istituzioni ai vari livelli, chiediamo di ricorrere al referendum ed avviare una nuova fase di interlocuzione col governo: un’iniziativa europea sulle trivellazioni nelle acque continentali è un altro dei nostri obiettivi. Dal baratro della crisi economica e sociale nel quale siamo precipitati non si esce con meno ma con più democrazia, non si esce con meno ma con più dialogo non solo con i cittadini ma anche tra le istituzioni. Portare la discussione fuori dal “palazzo” è una delle esigenze primarie, se pericolose derive populiste vogliono essere evitate. Come rappresentanti delle nuove generazioni, pensiamo sia nostro dovere far sentire la voce di chi nei prossimi decenni potrebbe pagare a caro prezzo decisioni lesive delle prospettive di crescita delle proprie regioni. Nei prossimi giorni, per questi motivi, ci incontreremo, con lo scopo di rafforzare una piattaforma condivisa di analisi ed azione: la questione energetica al Sud e in Italia è probabilmente più complessa di come spesso la si racconta. Ci sentiamo profondamente europei e italiani, ed è in quest’ottica che crediamo che l’Italia ce la fa se a farcela è innanzitutto il Sud del Paese. Chiediamo a Voi, cari Presidenti, di muovervi in questa direzione.”
Felice Tauro – Segretario dei GD Basilicata
Pierpaolo Treglia – Segretario dei GD Puglia
Antonella Pepe – Segretario dei GD Campania
Mario Valente – Segretario dei GD Calabria
Salvo Nicosia – Segretario dei GD Sicilia
Renato Freda – Segretario dei GD Molise
Mirko Frattarelli – Segretario dei GD Abruzzo

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