La CGIL Molise denuncia il ritardo dell’ intervento sul fenomeno malavitoso dell’interramento dei rifiuti

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cgil moliseNon possiamo esimerci dal fare una nostra analisi e dare il nostro modesto contributo al problema ambientale preminente in questo periodo, rappresentato dalla emersione della questione degli sversamenti e dello stoccaggio illegale di rifiuti tossici e radioattivi nel nostro territorio. Innanzitutto la consapevolezza di una forte pressione della opinione pubblica sugli Enti di Controllo che, di fronte ad una situazione emergenziale, auspichiamo si muovano con determinazione proporzionata alla gravità della situazione ed alle certe conseguenze disastrose sulla salute della popolazione.

In effetti risulta già, per quelle che sono le cognizioni attuali, ingiustificabile aver secretato i verbali di un “pentito” di camorra per sedici anni; periodo temporale in cui, la verifica ed i riscontri alle dichiarazioni ed i conseguenti, urgenti, interventi di bonifica, avrebbero limitato i danni del criminale gesto di  interramento dei rifiuti.

Intervenire subito, avrebbe facilitato la individuazione dei siti, perlustrando il territorio e riconoscendo i terreni utilizzati a tale ignobile scopo, solo interrogando la popolazione e le cosiddette sentinelle del territorio, cioè quelle categorie che vagano sui terreni a vario titolo: Guardie Forestali, cacciatori, pastori, contadini ecc. che ben avrebbero potuto segnalare smottamenti di terreno recenti o insoliti movimenti di mezzi pesanti. Oltre la legittima indignazione, diventa necessario superare lo shock determinato dalle notizie ed intervenire subito:  effettuare uno screening del territorio con analisi termiche, magnetometriche, individuazione di eventuali anomalie morfologiche ed altre analisi tecniche, intervenendo sugli effetti già generati e soprattutto eliminando la causa dei danni prodotti ad evitare danni futuri, bonificando le aree interessate.
 Pensiamo anche agli interventi legislativi di prevenzione dei traffici illeciti, insistendo sul progetto SISTRI, che ricordiamo essere stato avviato solo dallo scorso ottobre dopo sei lunghi anni di gestazione. Ricordiamo che è un progetto nato durante l’ultimo Governo Prodi e che aveva come obiettivo dichiarato quello di tracciare e di monitorare tutti movimenti di rifiuti tossici, speciali e radioattivi, attraverso attrezzature elettroniche. La possibile soluzione;  un atto di forte contrasto alle eco-mafie. Ma durante questi anni, il progetto SISTRI si è trasformato da utile strumento in un ulteriore esercizio di sperpero di risorse pubbliche. I costi del sistema sono altissimi: 70 milioni all’anno accollati alle Aziende interessate ed altri 20 a carico del Ministero, nonostante  il sistema non fosse operativo.
Mettendo a regime il sistema dal 2008, seppur registrando un notevole ritardo temporale rispetto al periodo indicato dal pentito di camorra, si sarebbe potuto contrastare efficacemente l’azione criminale di soggetti malavitosi e di aziende senza scrupoli che hanno probabilmente continuato, in questi anni, a sacrificare alla loro avida delittuosità, la salute di cittadini inconsapevoli ed inermi e la morte fisica ed economica di vaste aree di territorio in più Regioni italiane. Perché questo ritardo? Perché i continui rinvii? Se i verbali di cui si parla fossero stati resi pubblici tempestivamente, non sarebbero stati tollerati i ritardi di cui abbiamo fatto cenno e la tempestività della messa in funzione del sistema ed i danni evitati, avrebbero  giustificato l’ingente investimento ed attestato la validità della tecnologia utilizzata.     
 L ’esposizione della nostra Regione ai rischi ambientali dolosi è confermata anche solo dalla lettura del  numero di illeciti riscontrati, potendo effettuare con detti numeri, una proiezione anche  sugli illeciti non ancora emersi:  358 illeciti contro i 4777 registrati in Campania sembrano pochi se letti in termini assoluti, ma se letti in termini percentuali, cioè se rapportati al numero di abitanti, diventano estremamente preoccupanti.  Per questo motivo, la notizia dell’illecito smaltimento di rifiuti, espone la nostra regione, più di altre, ad effetti disastrosi per la nostra economia. Infatti il Molise aspira ad una vocazione turistica non ancora compiuta ma che rappresenta la vera potenzialità di crescita, forse l’unica dopo le gravi e forse irreversibili crisi delle maggiori Aziende molisani; l’incontaminazione del nostro territorio è condizione essenziale per avviare finalmente una decisa attività di rilancio dell’economia attraverso  una convinta  politica di investimenti sulla valorizzazione delle precipue caratteristiche del territorio regionale.
 Il Segretario Confederale CGIL Molise
Giorgio SIMONETTI

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