Il presidente del Comitato Pro Ospedale Veneziale scrive a Giunta e Consiglio regionale

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ospedale-veneziale iserniaIn virtù del diritto costituzionale sancito dall’articolo 32 della nostra Carta repubblicana “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, tenuto conto dei principi e valori umani e civili enunciati nella carta europea dei diritti del malato – in particolare nella terza parte, di cui mi pregio di riportare alcuni passaggi:”I diritti contenuti in questa Carta si riferiscono all’individuo piuttosto che al cittadino poiché i diritti  fondamentali superano il criterio della cittadinanza, come notato sopra. Tuttavia, ogni individuo che agisce per proteggere i suoi diritti e/o i diritti di altri esercita un atto di “cittadinanza attiva”.

Questa sezione, quindi, utilizza il termine “cittadini” per riferirsi alle persone attive che operano nel territorio della Unione europea.In ordine alla promozione e alla verifica della messa in opera dei diritti dei pazienti stabiliti sopra, devono  essere proclamati alcuni diritti dei cittadini. Essi riguardano principalmente i vari gruppi di cittadini organizzati (pazienti, consumatori, gruppi di tutela, servizi di informazione, gruppi di auto-aiuto, organizzazioni volontarie, movimenti di base, ecc.) che hanno il ruolo imprescindibile di supportare e mettere in condizione i cittadini di esercitare poteri per la tutela dei propri diritti.”

Questi diritti sono collegati al diritto di associazione e di iniziativa civica, contenuti nell’articolo 12, sezione  1, della Carta dei diritti fondamentali.
 
1. Diritto a esercitare attività di interesse generale. I cittadini, sia come individui che come membri di associazioni, hanno il diritto, fondato sul principio di sussidiarietà, di svolgere attività di interesse generale per la protezione dei diritti connessi alla salute. C’è un concomitante dovere delle autorità e di tutti gli attori rilevanti di favorire e incoraggiare tale attività.
 
2. Diritto a svolgere attività di tutela. I cittadini hanno il diritto di svolgere attività per la protezione dei diritti nell’area della salute, e in particolare: Il diritto alla libera circolazione delle persone e delle informazioni nei servizi sanitari pubblici e privati, nei limiti del rispetto della privacy; Il diritto di realizzare attività di verifica e di controllo al fine di misurare l’effettivo rispetto dei diritti dei cittadini nel sistema sanitario;  Il diritto di svolgere attività volte a prevenire la violazione dei diritti nel campo della salute;Il diritti di intervenire direttamente nelle situazioni di violazione o di inadeguata protezione dei diritti; Il diritto di comunicare informazioni e proposte, e il conseguente obbligo, da parte delle autorità responsabili dell’amministrazione dei servizi sanitari pubblici e privati, di prenderle in considerazione e di rispondere; Il diritto alla interlocuzione pubblica con le autorità sanitarie pubbliche e private.

3. Diritto di partecipare al policy making nell’area della salute I cittadini hanno il diritto di partecipare alla definizione, implementazione e valutazione delle politiche pubbliche correlate alla protezione dei diritti nel campo della salute, sulla base dei seguenti principi: Il principio della comunicazione bilaterale nella formazione dell’agenda, o, in altre parole, il continuo scambio di informazioni tra cittadini e istituzioni nella definizione dell’agenda; Il principio della consultazione nelle due fasi della progettazione e della decisione delle politiche, con l’obbligo da parte delle istituzioni di ascoltare le proposte delle organizzazioni dei cittadini, di dare un feedback su di esse, di consultare tali organizzazioni prima di prendere ogni decisione e di giustificare le loro decisioni se esse differiscono dalle opinioni espresse; Il principio della partnership nella implementazione delle politiche, che significa che ogni partner (cittadini, istituzioni e altri soggetti privati e sociali) sono pienamente responsabili e operano con pari dignità; Il principio della valutazione condivisa, che implica che i risultati dell’attività delle organizzazioni civiche deve essere utilizzata come strumento per la valutazione delle politiche…..”, il sottoscritto chiede ad ognuno di Voi di riflettere alla luce di quanto scritto sin qui sulla decisione di respingere il Piano di riorganizzazione aziendale per la sanità molisana, considerato che nonostante nella premessa del medesimo si parli di “appartenenza”, di fatto il cittadino molisano è preso “esule” nella propria terra per ciò che riguarda  l’esercizio costituzionale, civile e umano di tutela della propria salute. 

A chiedervelo, prima del cittadino, è l’uomo Marco Condidorio, la persona Marco, che si è fatta carico di un dubbio: può una riorganizzazione sanitaria come quella prevista dal Piano, che potrebbe essere approvato, rispondere ai bisogni reali, concreti del territorio molisano? La risposta, a mio giudizio, e comunque condiviso ad oggi da moltissimi cittadini che di giorno in giorno sottoscrivono l’adesione al Comitato pro Ospedale Veneziale di Isernia a difesa del diritto della salute pubblica,  è: No!Dunque l’invito è quello di riflettere, non solo attraverso lo sterile calcolo economico e numerico ma anche con il cuore e con la consapevolezza che la storia delle società civili che si affermino tali è ricca di successi, conquiste umane e di progresso. Dunque, perché tornare indietro, perché pensare che sia il privato la soluzione più “economica” e di affermazione della libertà personale? Perché credere che rientrare in un piano finanziario significhi demolire necessariamente il pubblico? Non dimenticate che la società si compone di persone, tra loro le diversità sono specifiche ed essenziali: pluridisabili, disabili gravi, malati tumorali, persone in dialisi, persone in carrozzina e/o con problemi di deambulazione gravissimi,  ciechi assoluti con plurihandicap gravissimi, non parliamo poi di persone colpite da ictus e/o da infarto. Che fine faranno queste persone? L’economia non può prevaricare la libertà umana, considerato che la libertà umana come conquista ha prevalso nella sua genesi proprio sulle economie e su quel capitalismo miope e sempre lontano dall’umano. Dunque, riflettiamo un istante tutti assieme. A Voi chiedo, nell’istante in cui sarete chiamati a votare per il Sì o per il No, che  la vostra mente  vada a tutte queste persone e in quell’atto dovrete assumervi la responsabilità dinnanzi alla storia di questo paese, di questa regione, di questa terra, per ogni molisano.  A loro rivolgete il vostro sguardo fiero, italiano, civile, molisano e in un atto di profonda umanità e di coscienza civile chiedete sia riscritto un piano di riorganizzazione aziendale della Sanità maggiormente rispondente ai bisogni delle persone e non a quelli dell’economia e del profitto.

Marco Condidorio

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