Il Molise di scena al Presepe di Rivisondoli

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Il Molise che conta, che ama dare il meglio di se e, che ama la propria identità e metterla al servizio di altre comunità a mezzo interscambi culturali, l’ha fatta da protagonista al presepe più bello e longevo d’Italia.  Infatti il 5 gennaio 2015,in quel di Rivisondoli  una nutrita delegazione Molisana, in costume tipico, è stata attrice nella suggestiva cornice del presepe che più incanta e più rende idea del significato della natività. Per espresso volere dell’Amministrazione Comunale di Rivisondoli, con in testa il Sindaco Roberto Giampaglia, legato da sempre al Molise, per onorare il recente gemellaggio tra i presepi di Rivisondoli e San Polo Matese avvenuto il 26 dicembre in San Polo Matese, per render omaggio al Vescovo della diocesi Valva Sulmona, nostro conterraneo, ma ancora più ,nostro Don Angelo Spina,circa 200 figuranti Molisani hanno condiviso la messa delle ore 12,00 presso la chiesa madre di Rivisondoli per poi, dopo la benedizione partecipare al presepe vivente, che come ogni anno ha preso il via  alle ore 18,00 per terminare alle ore 19,00 circa, alla luce dei fuochi d’artificio che hanno scandito la nascita del Bambino Gesù.  Figuranti attori molisani provenienti da Baranello con il gruppo “ Le Bangale “, San Polo Matese con il gruppo “ La Teglia “ e “ Presepe Vivente “, da Campobasso con i gruppi “ La Plifonica Monforte “ e l’associazione culturale “ Fontana Vecchia “, da Vinchiaturo con il gruppo “ Il Borgo “ , da Forlì del Sannio con il gruppo “ Vandresa “una piccola delegazione da Rionero Sannitico e da Roccamandolfi, e gli immancabili “ Zampognari del Matese “, hanno partecipato alla 64^ edizione del Presepe Vivente.
Una manifestazione unica nel suo genere che indissolubilmente vede legati il Molise e l’Abruzzo sin dall’anno 1959, quando ad impersonare la Madonna una Molisana di Bojano, Maria Antonietta Spinelli.Dal gemellaggio dei presepi è nata una sorta di sintonia e di voglia di fondere in maniera indissolubile la cultura delle tradizioni che sia in  Molise che in Abruzzo fanno bella mostra e rendono le due regioni uniche in Europa, in tal senso.In una atmosfera resa ancora più suggestiva dalla neve che ha letteralmente fatto da sfondo ad una cornice già unica,circa 5.000 spettatori,provenienti da ogni parte d’Abruzzo e da fuori regione, nonostante le temperatura polari ( -18), hanno assistito alla rappresentazione della natività.
La rappresentazione ha visto il picco di emozione quando circa 300 figuranti, con le torce accese, hanno accompagnato i Magi alla capanna. Di questi circa 200, come si diceva, erano Molisani in segno di amicizia e di condivisione.A chiare lettere l’emozione e la soddisfazione del sindaco di Rivisondoli, Roberto Ciampaglia che, ha potuto condividere la rappresentazione con le istituzioni Molisane rappresentate dal Presidente del Consiglio regionale del Molise, Vincenzo Niro, dal Presidente della Provincia di Campobasso, Rosario De Matteis, dal vice sindaco di Campobasso, Bibiana Chierchia, dal Sindaco di Andria, dal Sindaco di San Polo Matese, anche in veste di zampognaro, dalla folta rappresentanza dell’Associazione Borghi d’Eccellenza, di cui Rivisondoli facente parte, con in testa il coordinatore Maurizio Varriano.  Molto emozionata la giovanissima Alessia Del Castello, quindicenne di Roccaraso, che ha indossato i panni della Madonnina. “Un’esperienza ricca di fascino e suggestione, vissuta con uno stato d’animo tutto particolare, colmo di emozione”. Come sempre, appena conclusa la manifestazione, in centinaia hanno voluto avvicinarsi alla capanna di Piana di Piè Lucente, portando un ricordo dell’evento, attraverso uno scatto fotografico o un selfie con la capanna sullo sfondo.   “Un evento meraviglioso che rievoca la natività di nostro Signore, che dona luce, bellezza e salvezza – ha detto il vescovo di Sulmona-Valva, Angelo Spina – una sacra rappresentazione resa ancor più bella e vera per la presenza della neve e per lo scenario che la caratterizza”. Il vescovo, che come si diceva ha celebrato la messa nella chiesa dell’Immacolata, si è detto “pieno di gioia per la presenza di un numeroso gruppo di molisani” provenienti da   F  dove lo stesso vescovo fu parroco dal 1980 al 1996.
Il Molise che da il meglio di se e che sa cogliere le opportunità per la promozione di quanto può all’esterno dare, per uscire da una atavica dormienza e da una atavica crisi di identità che, non appartiene a chi come i gruppi intervenuti, dell’identità ne fa una bandiera.

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