Durante (Possibile): di belle parole sull’acqua pubblica sono capaci tutti, servono atti amministrativi

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Il consigliere provinciale di Campobasso, Michele Durante (Possibile), è intervenuto al convegno pubblico, organizzato dal Movimento 5 Stelle Molise, dal titolo “Dal referendum del 2011 a oggi, quali le scelte sul Servizio Idrico Integrato regionale: la parola ai Comuni”.  “In generale, siamo contrari alla privatizzazione dei servizi pubblici locali che devono rimanere in mano pubblica e a gestione pubblica proprio perché locali e non di competenza del governo nazionale che, invece, sta portando avanti una visione neocentralista e neoliberista – ha detto Durante – e l’acqua, così come i rifiuti, che sono temi sensibili, non possono essere equiparati ai servizi elettrico o autostradale come invece disposto dal combinato normativo Sblocca-Italia, legge di Stabilità e legge Madia di riforma della P.a. L’acqua infatti – ha sottolineato – è un monopolio naturale e non può avere rilevanza economica così come sancito dal referendum del 2011 con oltre 27 milioni di italiani che si sono espressi in tal senso e questa materia non poteva essere più toccata nei cinque anni seguenti, come stabilito dalla legge sui referendum abrogativi”.
Nel caso del Molise, con la costituzione dell’Egam (delibera di giunta regionale numero 285 del 15 giugno 2015), “il problema è squisitamente politico – ha spiegato Durante – nel senso proprio di mancato coinvolgimento e partecipazione di cittadini e movimenti che sono attivi e si sono sempre battuti sul tema della difesa dell’acqua pubblica come bene comune. Questo spiega brutalmente la ‘fretta’ di ottemperare a quanto chiesto dal governo con una delibera di giunta che non è un dispositivo di indirizzo politico come lo sono, invece, gli atti del Consiglio regionale, eletto dai cittadini e le cui competenze sono definite dallo Statuto regionale su cui non ha potere né il ministero dell’Ambiente né il governo”.
A livello economico-pratico, invece, “l’Egam, al quale ‘partecipano obbligatoriamente i Comuni ricadenti nel terriorio regionale’ (articolo 3 comma 1 del disciplinare allegato alla delibera), pena il subentro della Regione in tal senso, non ha ancora uno statuto che ne disciplini le competenza, la natura giuridica da scegliere tra pubblica, privata/pubblica e privata come da normativa europea e, fino alla determinazione della tariffa d’ambito, delle spese di funzionamento ‘si fanno carico gli enti locali ricadenti nell’ambito territoriale ottimale’ (articolo 3 comma 6 del disciplinare) che coincide con il territorio regionale. Tutto considerato – ha concluso Durante – le strade da seguire potrebbero essere due: l’una, ridefinire con legge apposita le competenze di Molise Acque per mantere la gestione pubblica del servizio idrico integrato che sconta comunque pesanti perdite sulla rete che potrebbero essere sanate consentendo ai Comuni di utilizzare i 45 milioni di euro per 125 interventi strutturali derivanti dall’Accordo di Programma Quadro firmato lo scorso 4 agosto tra la Regione Molise e il ministero dell’Ambiente; l’altra è quella di inserire, nel futuro statuto dell’Egam, la clausola della gestione pubblica del servizio idrico integrato attraverso consorzi di Comuni o altre tipologie di associazioni tra Enti pubblici. Occorrono, quindi, atti amministrativi e provvedimenti concreti perché delle belle parole sull’acqua pubblica sono capaci tutti di riempirsi la bocca”.

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