“Catalogo delle Donne Valorose”, all’Aut Aut Festival Serena Dandini

Le vite di trentaquattro donne, intraprendenti, controcorrente, spesso perseguitate, a volte incomprese ma forti e generose, sempre pronte a lottare per raggiungere traguardi che sembravano inarrivabili.
“È facile per una donna essere valorosa. Il salto mortale per tentare di mettere insieme casa, lavoro (sempre se si riesce a trovarne uno), magari figli e cure sparse a parenti vari… già dovrebbe far scattare una decorazione al merito. Il piccolo inconveniente da secoli è che non c’è nessun podio o inno pronto ad accogliere queste vincitrici, né tantomeno una medaglia da appuntar loro al petto.

È un annoso argomento che studiose molto più autorevoli di me hanno già posto all’attenzione mondiale: per semplificare la pratica potremmo dire che, mentre l’Uomo Invisibile è diventato una star cinematografica, le donne spesso sono invisibili e rimangono tali. Eppure le esponenti di quella che una volta veniva chiamata ‘l’altra metà del cielo’ hanno fatto la storia, contribuendo all’evoluzione dell’umanità in tutti i campi possibili: dall’arte alla letteratura, dalla scienza alla politica, non trascurando la cibernetica e la fisica quantistica; ma per uno strano sortilegio raramente vengono ricordate, con difficoltà appaiono nei libri di storia e tantomeno sono riconosciute come maestre e pioniere: in sintesi, si fa fatica a intestar loro persino una strada periferica.”

Partendo da questa amara ma indiscutibile premessa, Serena Dandini decide di raccontare le vite di trentaquattro donne, intraprendenti, controcorrente, spesso perseguitate, a volte incomprese ma forti e generose, sempre pronte a lottare per raggiungere traguardi che sembravano inarrivabili, se non addirittura impensabili. Così, una accanto all’altra, introdotte dai meravigliosi collages di Andrea Pistacchi, scorrono le vite di Ilaria Alpi, la giornalista uccisa mentre indagava su scomode verità, Kathrine Switzer, la prima donna a correre la maratona di Boston, Ipazia, che nel IV secolo, contro i divieti ecclesiastici, osò scrutare il cielo per rivelare il movimento dei pianeti, Olympe de Gouges, autrice nel 1791 della rivoluzionaria Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina , fino a Betty Boop che, pur essendo solo una donnina di carta, ha dovuto comunque subire una censura per via della propria esuberanza. In attesa di un riconoscimento ufficiale con tanto di busti marmorei e lapidi a eterna memoria, l’autrice ha affiancato alle protagoniste del suo libro altrettante rose che lungimiranti vivaisti hanno creato per queste donne valorose.

“Questo catalogo non ha la pretesa enciclopedica di fare giustizia dell’amnesia collettiva che ha privato la storia di una parte essenziale del suo albero genealogico, ma vuol solo farvi ‘assaggiare’ quell’epopea sommersa. Se il mondo dei ‘padri’ illustri ha fatto cilecca in molti campi, per fortuna abbiamo ancora un terreno inesplorato di ‘madri’ eccellenti e autorevoli a cui rivolgerci con un nuovo entusiasmo – cattive maestre comprese, che non guastano mai in una corretta educazione.” Una delle scrittrici più importanti e amate d’Italia scrive un libro appassionante e necessario, restituendo ai lettori le vite di donne formidabili, per alimentarne la memoria e perché possano essere di esempio per le nuove generazioni.

BIOGRAFIA
Serena Dandini, conduttrice e scrittrice, è fra le autrici che più hanno sperimentato e innovato il linguaggio comico e satirico, sia in tv sia su altri media.
Ideatrice, autrice e conduttrice di programmi televisivi di successo ed entrati nell’immaginario e nel cuore del grande pubblico (Obladìobladà, La tv delle ragazze, Scusate l’interruzione, Avanzi, Maddecheao’, Tunnel, Pippo Chennedy Show, L’ottavo nano, Mmmh, Bra – Braccia rubate all’agricoltura, Parla con me…).

Serena Dandini esordisce come scrittrice nel 2011 con Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini (Rizzoli), ottenendo un enorme successo di critica e di pubblico. Negli anni successivi pubblica la racconta di racconti Grazie per quella volta (Rizzoli, 2012) e il suo primo romanzo, Il futuro di una volta (Rizzoli, 2015). Il suo ultimo libro Avremo sempre Parigi. Passeggiate sentimentali in disordine alfabetico (Rizzoli, 2016) ha vinto la Sezione Saggistica del Premio Cesare Pavese 2017.

Il progetto letterario e teatrale Ferite a morte (Wounded to Death, Blessés à Mort, Heridas a Muerte), realizzato con la collaborazione di Maura Misiti e pubblicato da Rizzoli nel 2013, è una raccolta di monologhi contro il femminicidio. Il progetto ha preso due strade: un tour internazionale “permanente”, che vede nella veste di lettrici personalità femminili dei Paesi che ospitano l’evento in tutto il mondo; e un tour nazionale, con una compagnia stabile composta da Lella Costa, Orsetta de Rossi, Giorgia Cardaci (fino al 2015) e Rita Pelusio. Il sito dedicato è http://www.feriteamorte.it

2017 inizia il tour teatrale con lo spettacolo “Serendipity” – Memorie di una donna difettosa di e con Serena Dandini.

Domenica 15 luglio 2018 – Termoli, piazza Duomo, ore 22.00
Evento organizzato dal Comune di Termoli – Gratuito

Commenti Facebook