Angolo del fisioterapista/Dolore al tallone e fascite plantare

1950

La fascite plantare è l’ infiammazione della fascia plantare ( o aponeurosi plantare ), una banda di tessuto elastico che si estende dal tallone alla zona metatarsale, situata nella parte anteriore delle dita. Questa struttura ha un ruolo essenziale nel camminare, perché è uno dei principali responsabili del mantenimento dell’arcata plantare, e serve ad assorbire e restituire l’energia prodotta quando il piede colpisce il suolo. In aggiunta, è responsabile della protezione del metatarso evitando un’eccessiva flessione delle dita.
E’ la più comune causa di dolore al tallone (detta anche tallonite). Si manifesta soprattutto tra gli sportivi (ma può colpire anche persone sedentarie che non praticano sport) ed è causata dalla ripetizione continua di eccessivi sovraccarichi a livello podalico, sulla fascia plantare. E’ una patologia relativamente frequente, rappresenta, infatti, circa il 10% di tutte le patologie che interessano il piede ed è una delle più comuni cause di dolore al tallone. I soggetti maggiormente interessati dal problema sono coloro che praticano attività sportive quali la corsa, il basket, il calcio, la pallavolo, il salto in lungo ecc., ma anche i soggetti affetti da obesità, e diabete
Cause e fattori di rischio :
Invecchiando, la fascia plantare perde elasticità e non riesce più ad allungarsi bene. Il cuscinetto di grasso sul tallone si assottiglia e non riesce ad assorbire gli shock che si originano quando si cammina. Un’eccessiva sollecitazione del tallone provoca un’infiammazione nell’inserzione dei fasci o, peggio, lungo tutta la loro estensione.
La fascite plantare può insorgere a causa di innumerevoli fattori, spesso combinati tra loro.
Fattori di rischio :
⦁ Età: La fascite plantare colpisce pazienti attivi in età compresa tra i 40 e i 70 anni. È uno dei disturbi ortopedici più frequenti relativi al piede.
⦁ Anatomia:  Anche alcune caratteristiche anatomiche, come il piede piatto o il piede cavo, possono portare a episodi di fascite.
⦁ Diabete
⦁ Obesità
⦁ Attività sportive e lavorative: Le attività che stressano molto il tallone e i tessuti adiacenti, come la corsa di resistenza, la danza o l’aerobica, possono contribuire all’insorgenza precoce della fascite plantare.
⦁ Calzature inadeguate: Scarpe troppo larghe, con suole eccessivamente sottili o con tacchi troppo alti ecc.
Sintomi :
In caso di fascite plantare i soggetti affetti da questa patologia riferiscono dolore acuto al centro del tallone, il quale in alcuni casi si può irradiare sotto la pianta del piede o intorno al bordo dello stesso tallone, come una fascia. Il sintomo di solito viene avvertito maggiormente in alcune circostanze:
⦁ Di mattina, appena si scende dal letto e si muovono i primi passi
⦁ Alzandosi dopo esser stati seduti per molto tempo
⦁ Al termine di un’attività sportiva (corsa, calcio ecc….) molto intensa
⦁ A fine giornata, dopo essere stati in piedi per molte ore
Anche l’andamento dei sintomi può essere molto diverso da persona a persona; nei casi meno gravi si tratta di un dolore non acuto che permane per tutta la durata dell’attività sportiva o delle attività quotidiane, ma che, essendo poco intenso, permette comunque di camminare, correre o saltare. Altre volte il dolore è così intenso o localizzato da impedire non solo la corsa, ma persino la camminata o il solo appoggio del piede. Anche l’insorgenza dei sintomi può essere diversa: può apparire in forma acuta o essere progressiva.
Il classico dolore al mattino è causato dalla tensione della fascia plantare e del tendine d’Achille, che durante la notte si accorciano con il piede in posizione di riposo e appena si scende dal letto, con il piede a 90°, non riescono ad estendersi causando il dolore sotto il tallone.
Diagnosi :
La diagnosi di fascite plantare viene effettuata solitamente dopo un’attenta valutazione clinica del caso, tenendo in considerazione i vari fattori di rischio elencati in precedenza. La prescrizione di accertamenti diagnostici, come radiografie, tac o risonanze magnetiche non è fondamentale in fase di diagnosi, ma è utile per escludere ulteriori cause di dolore al tallone (come fratture, artrosi, tumori ecc.).
Cura :
Lo scopo dei trattamenti che si effettuano per la fascite plantare è quello di ridurre l’infiammazione, di eliminare la sintomatologia dolorosa, di recuperare l’elasticità delle strutture colpite (aponeurosi plantare, tendine d’Achille) ed in fine di migliorare la postura generale e l’appoggio plantare.
La cura deve essere divisa in due fasi, che devono essere assolutamente consequenziali: la prima è volta alla riduzione della sintomatologia, la seconda mira ad eliminare il problema alla radice per evitare recidive, e colpire il problema alla base.
Sono fondamentali :
⦁ RIPOSO: molto spesso sottovalutato dai pazienti, il riposo è una componente fondamentale nel processo di recupero, è parte integrante della riabilitazione ed è la prima cosa da fare quando si avvisano i sintomi di fascite plantare. Sospendere per qualche settimana gli allenamenti ed evitare di camminare o rimanere in piedi troppo a lungo, specie su superfici rigide. Il riposo iniziale aiuta solitamente ad alleviare il dolore e a ridurre l’infiammazione.
⦁ UTILIZZO DI SCARPE IDONEE:talvolta calzature errate, possono fungere da starter alla malattia, e un uso prolungato di calzature errate, determina una cronicizzazione del problema, oltre alla vanificazione dei trattamenti
⦁ CRIOTERAPIA/GHIACCIO: il ghiaccio è un rimedio molto utile e facilmente reperibile soprattutto nelle prime fasi del trattamento, quando il paziente avverte dolori acuti, in quanto attenua i sintomi locali. E’ consigliabile applicare una borsa del ghiaccio sotto il tallone o comunque la fascia plantare più volte al giorno per circa 20 minuti ogni volta.
⦁ ESERCIZI DI STRETCHING: visto che la fascite plantare è collegata ad una forte retrazione e rigidità dei tessuti molli presenti nella zona plantare e posteriore del piede (fascia plantare-tendine d’achille), lo stretching di queste strutture risulta fondamentale nel recupero dell’elasticità delle stesse eliminando uno dei fattori scatenanti.

Trattamento fisioterapico per curare la Fascite plantare?
La Fisioterapia Rappresenta il trattamento di elezione, per la cura della fascite plantare.
Sarà il Fisioterapista in base alla valutazione, e alle proprie conoscenze, a decidere quali tecniche utilizzare.
Solo a titolo informativo vi elenco alcuni approcci riabilitativi:
⦁ Massaggio trasverso profondo
⦁ Stretching mio-tendineo
⦁ Mobilizzazione parcellare delle unità strutturali del piede
⦁ Onde d’urto
⦁ Ultrasuoni
⦁ Tecarterapia
⦁ Kinesio taping
⦁ Laser

Domenico Coladangelo, fisioterapista

Commenti Facebook