ANCE Molise: la nuova classificazione dei rifiuti è l’ennesima batosta per le imprese edili

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“E’ l’ennesima follia burocratica che sta penalizzando soprattutto le imprese di costruzione”. L’Ance Molise è categorica nel commentare negativamente la recente introduzione della nuova classificazione dei rifiuti introdotta con il decreto Competitività (decreto legge 91/2014). In essa è stabilito che quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non sono o non possono essere determinate, il rifiuto si classifica automaticamente come pericoloso.  In edilizia il problema riguarda i rifiuti inerti derivanti da una demolizione ovvero le terre scavate: la nuova normativa nazionale comporta per le imprese edili l’obbligo di effettuare complesse analisi in ordine a tutti i possibili inquinanti con evidente aggravio di costi, ma soprattutto il rischio che, nell’incertezza, i rifiuti in questione siano classificati come pericolosi.  “Tali rifiuti – dice Uliano – non possono più essere gestiti negli stessi impianti che lo hanno fatto fino a ieri. Ciò sta comportando l‘impennata nei costi di gestione e smaltimento che sono stati posti a carico delle esangui casse delle imprese di costruzione.”
“Inoltre – aggiunge Uliano – ciò determina anche gravi ripercussioni sull’ambiente, in quanto in questo modo vengono sottratti alle operazioni di recupero importanti quantitativi di rifiuti, che essendo classificati come pericolosi, saranno quasi esclusivamente avviati a smaltimento. Tutto ciò in evidente contrasto con gli importanti obiettivi di recupero stabiliti dall’UE, che ha fissato per il 2020 la soglia del 70% dei rifiuti dell’edilizia recuperati”.
Ma non è tutto. “La nuova classificazione – conclude Uliano – è peraltro in contrasto con le regole europee che entreranno in vigore il 1° giugno 2015 con i relativi differenti adempimenti e procedure, che rendono di fatto le due normative, quella nazionale già in vigore, e quella europea che sarà operativa tra un mese e mezzo circa, tra di loro incompatibili. La conseguenza è l’aggravamento della situazione, che rischia di accentuare ancor di più la già precaria salute di tante aziende edili, con l’ennesimo, inutile, accanimento contro le attività edilizie di dimensioni piccole e medie. Per questi motivi abbiamo chiesto alla delegazione parlamentare molisana e all’eurodeputato Patriciello di intervenire con urgenza per risolvere il problema o abrogando la legge in vigore oppure “saldandola” con la normativa europea. Immediata è stata la risposta dell’On.Patrciello che ha garantito il suo interessamento.

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