Alla Fondazione “Giovanni Paolo II” è stata introdotta una nuova tecnica chirurgica tridimensionale

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cattolicaingressoNegli ultimi anni si è assistito a importanti progressi nel campo della Chirurgia Ginecologica volti a migliorare gli esiti operatori, riducendo al minimo il trauma per il paziente. La chirurgia mini invasiva è diventata ormai la tecnica di riferimento per la cura di molte patologie ginecologiche.Nell’Unità Operativa di Ginecologia Oncologica della Fondazione “Giovanni Paolo II”, diretta dal dott. Vito Chiantera, è stata introdotta una nuova tecnica chirurgica mini invasiva che utilizza l’innovativa  tecnologia tridimensionale (3D).Il chirurgo adopera  specifici occhiali ed  ha la sensazione di entrare all’interno del campo operatorio.

Un sistema di attrezzature hi-tech, costituito da telecamera, monitor, occhiali e colonna laparoscopica tridimensionale permette un rivoluzionario approccio alla cavità addominale, provando una spazialità e un’idea di profondità impensabili con le tecniche bidimensionali.L’intervento con tale modalità innovativa consente una visione tridimensionale di tutte le parti dell’organo molto vicina alla realtà. In questo modo si ha un notevole aumento della percezione della profondità ed è possibile intervenire con maggiore precisione.Molteplici i vantaggi: maggiore rapidità interventistica, minore rischio di complicanze operatorie e postoperatorie, un notevole abbattimento del tempo di degenza offrendo cosi un servizio assistenziale di gran lunga migliore.La Fondazione “Giovanni Paolo II” è uno dei pochi Centri d’Italia che pratica questa innovativa metodica.

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