Agnone, fascino e suggestione della ‘Ndocciata

437

La ‘Ndocciata di Agnone è stata dedicata quest’anno alla memoria di Enrico Marinelli, prefetto Vaticano, per molti anni capo della sicurezza di Giovanni Paolo II. Fu grazie a lui che l’8 dicembre 1966 l’antico rito del fuoco sfilò a Piazza San Pietro.
Grande festa, com’era prevedibile, per l’edizione 2019. Migliaia gli spettatori si sono dati appuntamento nel centro altomolisano.

Fra questi, una delegazione di Italia, Albania e Montenegro di Interreg-Ipa CBC, che oggi è impegnata in un Workshop del Progetto 3C presso la Sala consiliare del Municipio di Agnone.
Uno spettacolo musicale e i saluti istituzionali del sindaco di Agnone, Lorenzo Marcovecchio, del presidente della Regione Molise, Donato Toma, e del presidente della Provincia di Isernia, Alfredo Ricci, hanno dato inizio alla manifestazione.


A seguire, la benedizione della campana che ha suggellato il gemellaggio fra due eccellenze molisane, il Museo storico della campana “Giovanni Paolo II” della Fonderia Marinelli di Agnone e il Museo internazionale della zampogna “P.Vecchione” di Scapoli.
Poi, la sfilata dei figuranti con gli animali, i doni della terra, gli attrezzi agricoli, che ha preceduto i portatori di ‘ndocce i quali, come sempre, si sono prodotti in affascinanti coreografie.


A chiusura della serata, il grande falò della fratellanza.
Una macchina organizzativa che ha funzionato perfettamente, grazie alla sapiente opera del presidente dell’Associazione culturale “La ‘Ndocciata di Agnone Patrimonio d’Italia”, Giuseppe Marinelli, e dei tanti volontari che hanno lavorato alla realizzazione dell’evento.

Commenti Facebook