A Michele Santelia è stato conferito l’8° Certificato Guinness World Records

micsanteliaMichele Santelia, alias Michele da Campobasso, ha da poco ricevuto dal Guinness World Records l’8° Certificato del Guinness dei Primati di tutto il mondo. Ancora una volta, con la caparbietà e la forza di volontà che lo contraddistinguono da sempre, è stato insignito di tale ambito riconoscimento mondiale. In questa occasione la celebre istituzione londinese del Guinness World Records ha premiato il nostro primatista omologando la sua ultima opera dal titolo “Opere San Francesco backwards” e aggiornando tutti i suoi records.

Infatti a tutt’oggi Michele ha ritrascritto, al contrario, digitando contemporaneamente su 4 tastiere bianche di computer, senza vedere il terminale durante la digitazione ben 72 enormi volumi composti complessivamente da:
– Pagine 27.568
– Parole 3.800.102
– Caratteri 21.417.420
– Paragrafi 274.740
– Righe. 554.803

Anche la Torre di libri al Contrario più alta del mondo da me denominata, per tutti i miei fini ed intendimenti “La Torre di Babele Backwards” è più alta e pesante: misura metri 5.02 e pesa ben 525,400 chilogrammi. Ma c’è di più nel senso che ha fatto entrare nel Guinness World Records anche sua Santità Papa Francesco, cui ha dedicato l’opera; infatti sul Certificato è indicata tale dedica particolare. Santelia ha già donato sue opere principali ai due precedenti Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI° e per questo è ancora vivo il suo grande affetto e riconoscimento per Monsignor Dini il quale, in tali occasioni, si è impegnato a portarlo all’attenzione delle autorità Vaticane.
Anche in tale occasione, il Santelia ha più volte telefonato alla Segreteria della Curia Arcivescovile di Campobasso per chiedere di poter essere ricevuto ed essere messo in contatto con le Autorità Vaticane, per condividere col Vescovo questo suo grande pensiero, quindi di poter approdare, come era successo nelle precedenti occasioni, al cospetto di Papa Bergoglio. Ha incontrato però molti ostacoli nel riuscire a ricevere un appuntamento con l’autorità locale e dopo diversi mesi di inutili telefonate ha desistito.
Il nostro Guinness ha preferito non commentare tale incresciosa situazione; d’altronde per questo si fa chiamare, “Michele da Campobasso”; quel “da Campobasso”, più volte male interpretato con un suo voler paragonarsi al suo Maestro Ispiratore, al genio da Vinci, non significa altro che da tempo ha abiurato la sua regione, il Molise, la sua città, Campobasso, la sua nazione, l’Italia, che ha sempre amato, che tuttora ama fino all’inverosimile, ma con cui non può più avere un connubio e di cui non si sente più cittadino.
Da un po’ di tempo a questa parte è un apolide universale alla ricerca di un mondo che non è più dei nostri tempi, idillico, dove non esistono più indifferenze, slealtà, ingiustizie, crimini, guerre fratricide. Quello che è rimasto di Michele da Campobasso nella nostra realtà sono solo le sue spoglie fisiche e, come ci ha più volte testimoniato, il grande, incommensurabile amore che nutre per la sua famiglia.
Ad ogni buon fine, Michele da Campobasso si è da poco rivolto direttamente alle autorità vaticane per poter avere il permesso di donare personalmente la sua Opera a Papa Francesco.
Intanto, come un “pellegrino d’altri tempi”, il 9 agosto dello scorso anno si è recato personalmente ad Assisi dove ha fatto benedire, tra il plauso dei pellegrini che affollavano la Basilica e dei frati del Convento, “Opere San Francesco Backwards”, proprio ai piedi del Sacro Sepolcro del nostro Santo Patrono che lui ama tanto, come il nostro Papa.
Opere San Francesco Backwards è un libro molto grande che pesa 21,300 chilogrammi e misura cm 53 per 36; è spesso cm. 20.
E’ composto complessivamente da:
– Pagine 438
– Parole 28.191
– Caratteri 161.988
– Paragrafi 1.566
– Righe 6.393
Ma, Michele da Campobasso, non ha ancora smaltito l’euforia per l’ultimo riconoscimento mondiale che gli è stato tributato dal Guinness World Records, che già si è messo al lavoro per la sua prossima opera; si è infatti da poco cimentato nella ritrascrizione al contrario, dei 3 libri di Enoch.
Enoch è il secondo personaggio biblico nell’Antico Testamento; è il sesto discendente di Adamo lungo la linea di Seth (la cosiddetta “grande genealogia dei Setiti” nel capitolo 5 della Genesi). Figlio di Iared, ha generato a sua volta Matusalemme, il nonno di Noè. Particolare la sua fine: “Enoch visse in tutto 365 anni, e camminò con Dio, poi non fu più veduto, perché Iddio lo prese”. Questo enigmatico versetto ha fatto nascere la tradizione secondo la quale egli sarebbe stato rapito in Cielo come il profeta Elia. “Enoch piacque al Signore e fu rapito, perché era il Profeta più amato.
Ha iniziato tale grande Opera dalla quale ne uscirà fuori un volume molto grande e pesante, l’8 marzo 2014 e spera di terminarla nel corso del prossimo mese di aprile.

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