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Università della Terza Età/Cofelice: una pdl per riconoscere e valorizzare le realtà molisane

redazione informamolise
1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

Cofelice: «Un riconoscimento al valore culturale e sociale di realtà che rappresentano un patrimonio per le nostre comunità».



Riconoscere e valorizzare il ruolo delle Libere Università della Terza Età e del Tempo Libero che operano sul territorio molisano, trasformando queste esperienze in una componente stabile delle politiche regionali dedicate alla formazione permanente, all’invecchiamento attivo e alla partecipazione sociale.


È questo l’obiettivo della proposta di legge regionale presentata dal Consigliere regionale Fabio Cofelice, Delegato a Turismo e Cultura, primo firmatario del provvedimento, sottoscritto anche dall’Assessore allo Sport Armandino D’Egidio e dalla Consigliera Stefania Passarelli, Delegata alle Politiche Sociali.


«Non possiamo considerare le Università della Terza Età semplicemente come luoghi dove seguire corsi o partecipare a conferenze – dichiara il Consigliere Fabio Cofelice – perché rappresentano molto di più. Sono presìdi di cultura, formazione e socialità, capaci di mantenere vive le relazioni, contrastare l’isolamento e offrire alle persone la possibilità di continuare ad apprendere e confrontarsi lungo tutto l’arco della vita.In una regione come il Molise, che deve fare i conti con l’invecchiamento della popolazione e con lo spopolamento delle aree interne – prosegue Cofelice – queste realtà svolgono una funzione ancora più importante. Sono luoghi nei quali le persone si incontrano, condividono conoscenze ed esperienze e mantengono vivo il senso di appartenenza alla comunità.


Valorizzarle significa investire nella qualità della vita e nella coesione sociale del nostro territorio. Vogliamo riconoscere il valore di ciò che già esiste e che viene portato avanti quotidianamente da tante associazioni e tanti volontari – sottolinea il Consigliere Cofelice – ma vogliamo anche creare le condizioni per costruire una rete più forte, favorendo il rapporto con le istituzioni e con gli altri soggetti che operano nei settori della cultura, della formazione e del sociale.


Il confronto con le Università della Terza Età sarà fondamentale –conclude – perché nessuna norma può essere realmente efficace se non nasce anche dall’ascolto di chi vive quotidianamente queste esperienze. Vogliamo costruire un provvedimento condiviso, capace di valorizzare ciò che già funziona e di offrire nuove opportunità. È una proposta che parla di cultura e di formazione, ma soprattutto parla di persone, di relazioni e del futuro delle nostre comunità.»

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