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Un italiano su due non riesce a fare le ferie

  • redazione informamolise
  • 4 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

Da un’indagine HR & Payroll Pulse realizzata da SD Worx su migliaia di lavoratori europei, emerge che  in Italia il problema non è tanto la durata delle ferie, quanto la possibilità concreta di usufruirne, infatti tra carichi di lavoro, organici insufficienti e cultura della reperibilità, milioni di dipendenti, il 55% dei lavoratori, lasciano inutilizzati i giorni di riposo maturati.  



Un paradosso che racconta molto più di una semplice difficoltà nell’organizzare le vacanze: racconta un mercato del lavoro sempre più schiacciato da ritmi intensi, carenza di personale e una disponibilità continua che rende complicato persino esercitare un diritto.


Il riposo non è un lusso né un premio per chi produce di più, ma è un diritto riconosciuto dalla Costituzione e dalla legislazione sul lavoro, oltre a essere uno strumento fondamentale per tutelare salute, sicurezza e benessere psicofisico.


Nella pratica quotidiana, sono ancora molti i lavoratori costretti a rimandare le ferie, le ragioni sono diverse: l’accumulo di attività, la difficoltà di trovare sostituzioni, gli organici ridotti all’osso, la paura di lasciare incombenze ai colleghi o di essere considerati poco disponibili. Il risultato è una cultura del lavoro in cui il tempo libero viene spesso sacrificato sull'altare della produttività.


Negli ultimi anni la separazione tra tempo di lavoro e tempo di vita si è fatta sempre più sottile; smartphone, mail, chat aziendali e lavoro da remoto hanno reso normale essere reperibili anche fuori dall’orario di servizio, e così le ferie rischiano di trasformarsi in una pausa solo apparente, interrotta da telefonate, messaggi e richieste urgenti.


Staccare davvero diventa sempre più difficile, il fenomeno riguarda tutta Europa, ma in Italia assume caratteristiche particolarmente marcate, complice un’organizzazione del lavoro spesso fondata sull’emergenza permanente.


Non riuscire a utilizzare le ferie non produce soltanto stanchezza individuale, ma ha effetti diretti sulla qualità del lavoro; stress cronico, burnout, aumento degli errori, maggiore esposizione agli infortuni e peggioramento della salute mentale sono le conseguenze ormai ampiamente documentate dai certificati medici.


Il diritto alle ferie non dovrebbe essere considerato un problema organizzativo del singolo lavoratore, ma una responsabilità delle imprese e delle politiche del lavoro.

La rilevazione di SD Worx apre una riflessione che va oltre l’estate; se quasi la metà dei lavoratori italiani non riesce a consumare tutte le ferie maturate significa che il problema non riguarda la gestione delle vacanze, ma l’organizzazione del lavoro.


Restituire tempo libero alle persone significa assumere personale dove manca, programmare meglio le attività, contrastare la cultura della reperibilità, riaffermare un principio semplice: il lavoro occupa una parte della vita, non può diventare tutta la vita.

Alfredo Magnifico

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