Spese militari alle stelle: altri 14 miliardi in due anni
Imperversano crisi economica e sociale, mentre la spesa militare è l’unico capitolo che aumenta, tutti gli altri verranno ridotti per contenere il deficit.

Si palesa un altro record del governo di cui non ci sarebbe un granché di cui vantarsi.
Il cuore del Documento di finanza pubblica vede il più rilevante incremento di sempre della spesa militare, fatto, peraltro, indebitando ulteriormente il Paese.
Ben 14 miliardi in più saranno destinati al riarmo nel prossimo biennio, mentre imperversano la crisi economica e quella sociale.
Al di là della flessibilità per gli investimenti in politiche energetiche, si tratta dell’unico capitolo di spesa ad aumentare, mentre tutti gli altri verranno ridotti per contenere il deficit che, al netto della clausola di salvaguardia, dovrà scendere al 2,3% entro il 2029.
In parole semplici: meno risorse per salari, pensioni, sanità, istruzione, casa, e per l' intero sistema pubblico dei servizi.
Una scelta irresponsabile in un momento in cui l’inflazione ha pericolosamente rialzato la testa, riattivando il drenaggio fiscale già costato in questi ultimi anni a lavoratori e pensionati oltre 30 miliardi (senza considerare il 2026).
Le famiglie fanno sempre più fatica a far quadrare i bilanci; le imprese perdono competitività a causa dei costi energetici più alti d’Europa; non c’è un piano di investimenti pubblici in grado sostituire il Pnrr e arrestare la drammatica deindustrializzazione in corso; il welfare è sempre meno pubblico e universalistico.
La prossima manovra di bilancio sarà dunque all’insegna del binomio ‘austerità e riarmo’.
Questa è una linea politica sbagliata e autolesionista, che danneggia le persone e compromette le stesse prospettive di crescita della nostra economia.
Servono risposte all’altezza delle gravi difficoltà che stanno affrontando le cittadine e i cittadini italiani.
Alfredo Magnifico



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