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Situazione tragica a causa degli stipendi bloccati e prezzi alle stelle

  • redazione informamolise
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Gli italiani continuano a lavorare, senza riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena, riesce impossibile stare al passo con la vita quotidiana, poiché gli stipendi restano inchiodati, le bollette mordono, il carrello della spesa diventa ogni mese più pesante e al di là della propaganda e degli slogan che continuano a strombazzare in televisione, il ”tutto va bene Madama la marchesa” il governo riduce gli strumenti che dovrebbero sostenere occupazione e salari dignitosi.


Dietro gli annunci del decreto “Primo Maggio”, le conferenze stampa costruite attorno al “quasi miliardo” destinato alle assunzioni, le ospitate Vespiane, emergono numeri assai diversi, i bonus per giovani, donne e Sud vengono taglieggiate, i requisiti si irrigidiscono e le procedure restano impantanate nei meccanismi burocratici.


Le risorse disponibili per gli incentivi all’assunzione crollano drasticamente rispetto al passato, il vecchio impianto valeva circa 2,7 miliardi, quello nuovo poco più di 900 milioni, il che significa; meno contratti incentivati, meno stabilizzazioni, meno possibilità soprattutto per chi vive già in condizioni di fragilità occupazionale.


Per accedere agli sgravi servono periodi molto più lunghi di disoccupazione o ulteriori condizioni di svantaggio e cosi; i giovani con carriere discontinue, le donne espulse dal mercato del lavoro e i lavoratori del Mezzogiorno rischiano di restare esclusi proprio mentre precarietà e inflazione comprimono il potere d’acquisto.


Da una parte si chiede ai lavoratori di accettare salari spesso insufficienti a sostenere il costo della vita, dall’altra si restringono gli strumenti che potrebbero favorire occupazione stabile e tutele.


Il “salario giusto”, sembra una boutade perchè la misura, almeno per adesso resta sospesa, in quanto l’Inps non dispone dei parametri completi per verificare i trattamenti economici dei contratti collettivi e attende indicazioni operative legate alla banca dati del Cnel ed ecco che le aziende aspettano chiarimenti, le procedure rallentano, gli incentivi restano congelati e milioni di lavoratori si vedono erodere il reddito mese dopo mese.


Il lavoro paga sempre meno, infatti negli ultimi anni l’aumento dei prezzi ha colpito alimenti, energia, affitti e trasporti, mentre le retribuzioni reali hanno perso valore, diversi studi economici internazionali attestano che nel nostro Paese i salari hanno subito il calo più forte rispetto all’inflazione.

La crescita resta debole, il lavoro povero aumenta e il Sud continua a perdere opportunità, la sensazione è quella di un Paese fermo, sospeso in una palude economica e sociale dalla quale sembra impossibile uscire ed ecco che i giovani emigrano o sopravvivono nella precarietà, molte donne restano ai margini del mercato del lavoro, il Mezzogiorno continua a inseguire investimenti che arrivano a rilento o non arrivano affatto.

Alfredo Magnifico

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