Sanità, si va verso la fine del medico di famiglia gravi conseguenze per l'assistenza nei piccoli comuni
- redazione informamolise
- 7 ore fa
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Torna in pista con un decreto del Governo, presentato alle Regioni, la contestata proposta di passaggio a dipendenza ‘volontaria’ ,con doppio canale (convenzione e dipendenza), per i medici di famiglia per mettere a regime le Case di Comunità.

E arriva la ferma opposizione dei sindacati medici. Il segretario regionale di Federazione dei Medici Territoriali Molise-FMT, Ernesto La Vecchia ha immediatamente condiviso il commento del Segretario nazionale del sindacato, Francesco Esposito, che alle principali testate di politica ha sanitaria ha dichiarato che quella del Governo è “la strada sbagliata”.
La Vecchia sottolinea: “Dopo una lunga stagione di polemiche sui giornali, il Governo non solo non ha coinvolto i medici, ma ha addirittura presentato alle Regioni una proposta di decreto che mantiene una impostazione inadeguata per risolvere i molteplici problemi della sanità pubblica nazionale e quindi anche di quella molisana”. “Come ha ricordato il segretario Esposito - continua La Vecchia - da anni assistiamo a un sottofinanziamento del SSN e alle fughe in avanti delle Regioni che hanno precarizzato, esternalizzato, e smantellato la medicina generale e del territorio”. “Invece di politiche di incentivi fiscali per una categoria sempre più impoverita - aggiunge - o di una riforma del percorso di formazione con piu diritti per i giovani futuri medici di famiglia, si rilancia la dipendenza: un’ulteriore burocratizzazione del nostro lavoro, già oberato da compiti onerosi e impropri”.
“Questo decreto è sbagliato - conclude La Vecchia - perché aumenterà l’effetto fuga dalla medicina di famiglia e, come giustamente ha denunciato a livello nazionale FMT, contribuirà a distruggere la capillarità degli studi medici soprattutto nei piccoli centri, in quelli montani e piu isolati, dove c’è una popolazione piu anziana con maggiore incidenza di pazienti con cronicità e fragilità. Per esempio in Molise.
L’alternativa alla dipendenza c’è: convenzione unica della medicina generale con tutele e diritti, come già avviene nella specialistica ambulatoriale e specializzazione nel processo formativo dei giovani medici. Solo così potremo salvare la medicina di famiglia, mantenere la capillarità degli ambulatori e contribuire anche al miglior funzionamento delle Case di Comunità”.



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