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Roberta Bruzzone a Isernia il 20 ottobre: I sogni delle donne e la testimonianza di Antonietta Gargiulo

redazione informamolise
11 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

L’iniziativa è organizzata dall’associazione Liberaluna, in collaborazione con l’ATS dell’Alto Molise e con il patrocinio della Regione Molise.



Un appuntamento per riflettere sulla violenza di genere, sul valore della prevenzione e sulle storie di chi continua a dare voce a chi non può più parlare.


Dare voce alle donne, rompere il silenzio sulla violenza di genere e interrogarsi su ciò che significa sopravvivere alla violenza e alle sue conseguenze più devastanti. Sono questi i temi al centro dell’incontro in programma martedì 20 ottobre presso l’Auditorium di Isernia, organizzato dall’associazione Liberaluna in collaborazione con l’ATS dell’Alto Molise e con il patrocinio della Regione Molise.


Ospite dell’iniziativa sarà la criminologa Roberta Bruzzone, che ha firmato la prefazione del libro I sogni delle donne. Storie di resilienza delle donne vittime di violenza, pubblicato da Dieci Lune Edizioni e scritto dall’associazione Liberaluna.


La sua partecipazione offrirà un’occasione di approfondimento sui meccanismi della violenza, sulle dinamiche di controllo e sopraffazione che possono svilupparsi all’interno delle relazioni e sull’importanza di riconoscere tempestivamente i segnali di pericolo. Un confronto necessario per promuovere consapevolezza, prevenzione e strumenti concreti di tutela.


Dal 2014, l’associazione Liberaluna è impegnata nella prevenzione e nel contrasto della violenza sulle donne, attraverso attività di accoglienza, ascolto, sostegno e accompagnamento verso percorsi di autonomia e libertà. Un impegno quotidiano che si concretizza anche nella gestione di Centri Antiviolenza e Case Rifugio dislocati sul territorio regionale del Molise, luoghi di protezione e supporto in cui le donne possono trovare ascolto, tutela e gli strumenti necessari per ricostruire la propria vita, libere dalla paura e dalla sopraffazione.


La collaborazione con l’ATS dell’Alto Molise e il patrocinio della Regione Molise testimoniano l’importanza di costruire una Rete territoriale capace di affrontare il fenomeno della violenza di genere attraverso la sensibilizzazione, la prevenzione e la collaborazione tra realtà associative e la comunità. Un’attenzione particolare sarà rivolta alle nuove generazioni: all’incontro saranno presenti anche gli studenti e le studentesse dei diversi istituti superiori di Isernia, coinvolti in un’importante occasione di ascolto, confronto e sensibilizzazione.


Educare i giovani al riconoscimento dei comportamenti di controllo e sopraffazione significa investire in una società più consapevole, capace di contrastare stereotipi e discriminazioni e di costruire relazioni fondate sulla libertà, sul rispetto reciproco e sulla dignità di ogni persona. Uno dei momenti più intensi dell’incontro sarà la testimonianza di Antonietta Gargiulo, sopravvissuta alla violenza dell’ex marito, che nel febbraio 2018 le sparò e uccise le loro due figlie, Alessia e Martina, prima di togliersi la vita.


La sua è una storia che racconta la brutalità della violenza maschile e le conseguenze irreversibili che può lasciare nella vita di chi sopravvive. Antonietta è rimasta in vita, ma ha dovuto affrontare una perdita inimmaginabile: quella delle sue bambine, uccise dal padre. Eppure, nel tempo, Antonietta ha scelto di trasformare la propria esperienza in una testimonianza pubblica, portando la sua voce nei luoghi del confronto e della sensibilizzazione. La sua testimonianza richiama con forza la necessità di ascoltare le donne che chiedono aiuto, prendere sul serio le loro paure e garantire risposte tempestive ed efficaci.


La violenza non può essere ridotta a un fatto privato o a una tragedia imprevedibile: prevenirla significa riconoscere i comportamenti di controllo e sopraffazione, intervenire e assumersi una responsabilità collettiva. L’incontro di Isernia vuole essere, dunque, non soltanto un momento di riflessione, ma un’occasione per interrogarsi sul ruolo delle istituzioni, dei servizi e della comunità nella prevenzione della violenza di genere e nella protezione delle donne e dei minori. Perché parlare di violenza significa anche parlare di prevenzione, di protezione e del diritto di ogni donna a vivere senza paura. E perché nessuna donna dovrebbe essere lasciata sola davanti alla violenza.

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