Riccia/ Di Giacomo: prima di parlare di suicidio bisogna spiegare ciò che è accaduto prima della morte di Gianpiero
- redazione informamolise
- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
La morte di Gianpiero Panichella, giovane chef originario di Riccia trovato senza vita a
Nizza il 25 luglio scorso, presenta ancora troppi elementi da chiarire perché la vicenda
possa essere letta attraverso una spiegazione semplice e definitiva.

La prima ipotesi formulata in Francia è stata quella del suicidio dopo una caduta dal
balcone. La famiglia, però, chiede ulteriori accertamenti e ha sollevato interrogativi che meritano risposte.
Si parla di una precedente aggressione che Gianpiero avrebbe subito circa venti giorni prima della morte, di lesioni sul corpo che secondo quanto riferito dai familiari
richiederebbero ulteriori approfondimenti e di importanti movimenti di denaro avvenuti nei giorni precedenti. Sono elementi che dovranno naturalmente essere verificati dagli investigatori e dalla medicina legale e che non consentono oggi di affermare che Gianpiero sia stato ucciso.
Ma consentono di affermare un'altra cosa: prima di parlare definitivamente di suicidio bisogna riuscire a spiegare ciò che è accaduto prima della caduta. Dal punto di vista criminologico, l'errore sarebbe concentrare tutta l'attenzione sulla scena finale. Una morte sospetta deve essere ricostruita attraverso una sequenza: le ultime frequentazioni, gli spostamenti, le comunicazioni, gli eventuali conflitti, i movimenti economici e soprattutto ciò che è accaduto nelle settimane e nelle ore immediatamente precedenti. Se viene riferita una precedente aggressione, bisogna
comprenderne origine, autori e possibile collegamento con quanto avvenuto
successivamente.
Se risultano movimenti economici anomali, bisogna ricostruirne destinatari, causale e circostanze. Se esistono dubbi sulle lesioni presenti sul corpo, devono essere gli accertamenti medico-legali a stabilire quando e come siano state prodotte. Nessuno di questi elementi, preso singolarmente, dimostra un omicidio. Ma tutti insieme impongono che nessuna ipotesi venga chiusa prematuramente. È altrettanto importante evitare di trasformare questa vicenda in un racconto costruito su suggestioni, misteri o particolari non ancora verificati. La famiglia di Gianpiero non ha bisogno di ipotesi spettacolari: ha bisogno di sapere esattamente cosa sia accaduto.
Riccia si prepara ad accogliere Gianpiero per l'ultimo saluto e il lutto cittadino testimonia quanto profondamente questa morte abbia colpito la comunità. Proprio per rispetto della famiglia e della comunità occorre mantenere insieme due esigenze: prudenza nelle conclusioni e determinazione nella ricerca della verità. Non bisogna decidere oggi se Gianpiero si sia suicidato o sia stato vittima di un reato. Bisogna fare in modo che ogni elemento che non torna venga spiegato. Solo dopo potremo dare un nome alla sua morte.



Commenti