Responsible, una crisi che non può più restare senza risposte
- redazione informamolise
- 7 ore fa
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Debiti per circa 72 milioni, composizione negoziata, appalti contestati e il nodo dell’incarico a Francesco Bevere: ora servono verifiche formali da parte di Regione Molise, Ministero della Salute e ANAC.
Ci sono momenti in cui una vicenda societaria smette di essere un problema tra privati e diventa una questione di interesse pubblico. È il caso del Responsible Research Hospital di Campobasso, struttura sanitaria accreditata che negli ultimi mesi è finita al centro di una sequenza di criticità ormai troppo gravi per essere archiviate come semplici difficoltà aziendali: esposizione debitoria di circa 72 milioni
di euro, composizione negoziata della crisi, ritardi nei pagamenti al personale, contenziosi istituzionali e un quadro generale che impone oggi una parola sola: chiarezza.
Le notizie pubbliche sono ormai numerose e convergenti. Rai TGR Molise ha riferito il 10 gennaio 2026 che Responsible ha debiti per circa 72 milioni di euro ed è affiancata da un esperto indipendente nelle trattative con i creditori. Già nei mesi precedenti la stessa testata aveva documentato una forte tensione sul fronte degli stipendi. Non siamo quindi davanti a un episodio isolato, ma a una crisi che presenta tratti di continuità e soprattutto una profonda delicatezza sociale.
A questo si aggiunge il rapporto con la Regione Molise. Nel maggio 2024 la Regione ha disposto la voltura dell’autorizzazione all’esercizio e dell’accreditamento istituzionale in favore di Responsible S.p.A. Società Benefit. Questo significa che il caso Responsible non tocca soltanto l’equilibrio di una società privata, ma anche il corretto impiego di risorse pubbliche e la continuità di una struttura che opera dentro il perimetro del servizio sanitario.
Ma non c’è solo il Molise. A Rimini, il nome Responsible compare anche nella vicenda del centro sportivo della Gaiofana, opera da circa cinque milioni con risorse in parte PNRR. Tra ottobre 2025 e marzo 2026 fonti giornalistiche locali e regionali hanno riferito di un cantiere fermo, di diffide del Comune e della successiva risoluzione del contratto, con la necessità di salvaguardare l’intervento pubblico. Anche qui, più che le polemiche, parlano i fatti pubblicamente riportati: fermo del cantiere,
contestazioni dell’amministrazione e rescissione del rapporto.
Su questo scenario, già di per sé molto serio, si innesta un altro tema che non può essere ignorato: il ruolo di Francesco Bevere. Sul suo sito ufficiale Bevere si presenta come “dirigente sanitario di ruolo presso il Ministero della Salute”. Nel gennaio 2026, però, comunicazioni pubbliche e articoli lo indicano come “consulente strategico del Presidente del Responsible Research Hospital”. Se ciò corrisponde alla situazione effettiva, è doveroso chiedere al Ministero della Salute se esista un’autorizzazione ex art. 53 del d.lgs. 165/2001, se vi sia una posizione di altro titolo legittimante, e
ad ANAC se ricorrano i presupposti per una verifica sul piano della trasparenza e dell’eventuale compatibilità.
Nessuna sentenza anticipata, ma una domanda istituzionale che non può essere elusa. La questione diventa ancora più sensibile alla luce del fatto che Responsible non appare come un soggetto estraneo al perimetro delle relazioni pubbliche e istituzionali. Dai siti istituzionali risulta infatti una convenzione triennale con l’Università del Molise, mentre in sede regionale sono già state formalizzate richieste di chiarimento sui rapporti finanziari tra la Regione Molise e Responsible e
sulla tutela dell’interesse pubblico connesso alla vicenda.
Se, come va chiarito fino in fondo, la struttura continua a partecipare a progetti, tavoli, attività di ricerca, formazione o iniziative sostenute direttamente o indirettamente da risorse pubbliche, allora il tema della posizione del dott. Bevere assume un rilievo ancora maggiore: non sul piano della polemica, ma su quello della trasparenza,
dell’eventuale autorizzazione e della piena compatibilità tra ruolo pubblico e incarichi privati.
Il punto, oggi, è tutto qui: come può una struttura sanitaria accreditata, con una crisi così pesante già emersa nello spazio pubblico, continuare a muoversi senza che si alzino fino in fondo i livelli di controllo, verifica e trasparenza? Chi sta accertando la permanenza dei requisiti organizzativi, economici e gestionali richiesti a una struttura privata accreditata? Chi sta chiarendo il titolo e la compatibilità degli incarichi apicali e consulenziali che ruotano attorno a Responsible? E perché, davanti a una sequenza di segnali tanto gravi e ripetuti, dovrebbe bastare ancora il silenzio?
Per queste ragioni, si chiede formalmente che Regione Molise, Ministero della Salute e ANAC facciano piena luce, ciascuno per le proprie competenze, su una vicenda che non riguarda solo una società, ma la credibilità dei controlli pubblici nel settore più sensibile di tutti: la sanità. Non è più tempo di rassicurazioni generiche. È tempo di atti, verifiche e risposte.