Polizia Locale/ Replica del Consigliere Esposito alla UIL FP
Prendo atto della nota della UIL FP Molise a firma del Segretario Corbo. Rispetto il ruolo del sindacato, ma non accetto che si trasformi un confronto su un servizio ai cittadini in un attacco personale e in una minaccia di azioni legali. Chiarisco punto per punto, per amore di verità.

1. Sul terzo turno: non è un capriccio, è sicurezza. Io non discuto le tutele contrattuali, che vanno rispettate. Discuto una scelta politica.
L'Amministrazione ha annunciato a luglio il terzo turno sperimentale per settembre per garantire più sicurezza serale. Siamo a ottobre e non è partito. Ai cittadini interessa questo. Se il NAD stesso ammette carenza di organico, la risposta non può essere solo bloccare tutto, ma programmare assunzioni e riorganizzazione. Il mio compito di Consigliere è chiedere che un servizio essenziale parta, non difendere lo status quo.
2. Il paragone con la festa del Patrono regge eccome.
La UIL dice che sono due cose diverse. Certo che sono diverse, ma dimostrano una cosa: quando c'è volontà organizzativa, la Polizia Locale di Campobasso risponde in modo esemplare, anche fuori orario. Lo hanno fatto per San Giorgio con straordinari e spirito di servizio. Lo hanno fatto per il Corpus domini, lo hanno fatto per tutti gli altri eventi organizzati. Perché quello che è stato possibile per queste circostanze non deve essere possibile per la sicurezza ordinaria serale dei cittadini?
Tra l’altro combinare servizi per la festività patronale con lo straordinario e improprio, visto che lo straordinario dovrebbe essere imprevedibile e per l’appunto straordinario, non prevedibile e ordinario. Non è una critica agli agenti, a cui va il mio ringraziamento, è una critica all'organizzazione che non si vuole cambiare.
3. Sulle donne, maternità e Legge 104: basta strumentalizzazioni. Respingo con fermezza qualsiasi accusa di discriminazione. È offensivo e falso. Non ho mai messo in discussione la gravidanza, la maternità o i diritti sacrosanti della Legge 104. Sono tutele di civiltà che difenderò sempre. Ho detto - e lo ribadisco - che la presenza di personale in maternità o con permessi 104 non può essere usata dal sindacato come argomento pubblico per dire che il terzo turno non si può fare. Quelle situazioni vanno gestite con riservatezza e programmazione interna, non sbandierate in una intervista per giustificare un blocco. Dire questo non è discriminare le donne, è difendere le donne da chi usa la loro condizione come alibi organizzativo. Tra l’altro ritengo che oggi più che mai vada tutelata anche la paternità, tanti papà sono separati e hanno il sacrosanto diritto di trascorrere le loro sere accanto ai figli, così come le mamme, ma ancor prima devono garantire a loro il sostegno economico necessario, pertanto devono lavorare.
4. Sull'invito a lasciare il sindacato. Non ho mai invitato nessuno a disiscriversi. Chi ha visto l'intervista lo sa. Ho detto una cosa diversa e la rivendico: se un sindacato invece di tutelare le condizioni di lavoro e chiedere più assunzioni, sembra voler impedire un servizio ai cittadini, è legittimo che un lavoratore si chieda se è ben rappresentato. È una valutazione politica, non un invito. Se questo basta per minacciare querele, siamo al paradosso. Concludo: non ho nulla contro la UIL FP né contro il Segretario Buonanno. Ma il sindacato faccia il sindacato e lasci alla politica il compito di decidere i servizi per la città. Io continuerò a chiedere quello che chiedono i cittadini: più Polizia Locale in strada la sera. Non ho bisogno di chiarire o rettificare nulla.
Sono pronto a confrontarmi in ogni sede, anche legale, ma preferirei farlo in Consiglio Comunale, sul tema della sicurezza.
Domenico Esposito CAPOGRUPPO CONSILIARE FORZA ITALIA CITTÀ DI CAMPOBASSO



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