Pietracatella/Di Giacomo: settimana importante, ma ritengo necessaria una proroga
- redazione informamolise
- 1 ora fa
- Tempo di lettura: 2 min
«A mio parere, visto lo stato delle indagini e gli accertamenti ancora da completare,
servirà sicuramente una proroga. Ritengo che per le prime iscrizioni nel registro degli
indagati per il duplice omicidio bisognerà ancora attendere.

Quella che si apre lunedì 7 settembre resta però una settimana importante: potrebbero arrivare risposte scientifiche e testimonianze capaci di chiarire aspetti sostanziali della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita». Lo afferma il criminologo Aldo Di Giacomo.
«Dalla Germania sono attesi i risultati degli accertamenti sui reperti prelevati
nell’abitazione. Secondo le notizie pubblicate, le prime risposte potrebbero arrivare già lunedì, salvo un allungamento dei tempi tecnici. Bisognerà capire quali analisi siano state completate e che cosa consentano effettivamente di stabilire. Individuare eventuali tracce di ricina potrebbe aiutare a ricostruire il percorso del veleno, ma occorrerà poi collegare quei risultati ai luoghi, ai tempi e alle persone che hanno avuto accesso agli oggetti o agli alimenti interessati».
Un altro passaggio atteso riguarda la possibile audizione del marito dell’insegnante
amica di Gianni Di Vita, tecnico di laboratorio presso l’istituto agrario di Riccia. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, potrebbe essere ascoltato già all’inizio della settimana come persona informata sui fatti.
«La sua testimonianza può avere un peso nella ricostruzione dei rapporti e dei contatti precedenti alle morti, anche rispetto alle incongruenze che sarebbero emerse dalle dichiarazioni già raccolte. Sarà importante capire che cosa conosca direttamente e quali circostanze possano trovare conferma nei messaggi e negli altri elementi acquisiti. Essere ascoltati, naturalmente, non significa essere responsabili di un reato».
Nelle notizie di queste ore si torna anche su un presunto colloquio tra il tecnico e il
parroco e sugli accertamenti informatici relativi a una ricerca online sulla ricina effettuata prima della tragedia. Sono aspetti ancora da verificare, per i quali non risultano pubblicamente confermati appuntamenti o scadenze nella settimana entrante.
«Anche questi approfondimenti potrebbero richiedere tempo. Sulle ricerche informatiche bisogna arrivare all’effettivo utilizzatore del dispositivo e comprenderne il contesto; sulle testimonianze occorre distinguere ciò che una persona ha visto o sentito da ciò che ha dedotto. È un lavoro che può rendere necessarie altre audizioni e ulteriori verifiche».
«La mia previsione è che del caso di Pietracatella si continuerà a discutere nei prossimi quindici anni, sui giornali, nelle televisioni e anche sul piano giudiziario e criminologico.
I tempi delle indagini si sono già allungati molto, per ragioni diverse, e dagli elementi
finora conosciuti non vedo ancora un percorso chiaro verso prove certe sulle
responsabilità del duplice omicidio. Mi auguro che i risultati attesi consentano di superare queste difficoltà. Temo però che questa vicenda possa lasciare interrogativi aperti e alimentare a lungo ricostruzioni e interpretazioni contrastanti, anche dopo eventuali sviluppi giudiziari».
«Per questo considero necessaria una proroga, mentre sulla sua durata occorrerà
attendere le decisioni della magistratura: la stampa ha prospettato altri sei mesi. La mia valutazione è che ci sia ancora lavoro da fare prima delle iscrizioni. Questa settimana potrà far avanzare l’inchiesta e chiarire quali accertamenti mancano. È su questi risultati che dobbiamo concentrare l’attenzione».



Commenti