Pietracatella/ Di Giacomo : l'accelerazione delle indagini è evidente
«Due convocazioni della cugina di Gianni Di Vita a quattro giorni di distanza e un vertice in Procura a Larino: l’accelerazione è evidente. Ritengo che si stia lavorando a un passaggio importante dell’inchiesta e che il tema delle iscrizioni nel registro degli indagati possa essere vicino».

È la lettura del criminologo Aldo Di Giacomo sugli ultimi sviluppi delle indagini per la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara: «Su Laura Di Vita vedo un’insistenza mediatica che rischia di far perdere di vista il valore della sua testimonianza. La mia lettura è che possa essere una testimone chiave, una persona in grado di fornire informazioni decisive per risolvere il caso. I suoi contatti, la conoscenza della famiglia e dei rapporti tra le persone potrebbero spiegare perché gli investigatori abbiano bisogno di ascoltarla ancora.
Non partirei dalle presunte contraddizioni, delle quali non conosciamo il contenuto. Partirei dalle informazioni che può dare. Se ci stiamo avvicinando alle iscrizioni, gli investigatori potrebbero voler completare la raccolta dei riscontri prima di procedere ad altre audizioni. In questo quadro, le ripetute convocazioni di Laura possono indicare quanto sia importante il suo contributo».
«In questa fase punterei l’attenzione anche sulle persone non ancora convocate, anziché concentrarla soltanto su chi viene ascoltato più volte. Prima di un’audizione può essere necessario ricostruire contatti, confrontare testimonianze e verificare circostanze. Parlo di una possibile logica investigativa, senza attribuire responsabilità ad alcuno e tenendo presente che non tutte le convocazioni diventano pubbliche». «C’è poi il passaggio davanti al GIP. I primi sei mesi dovrebbero scadere entro la fine di settembre ed è stata annunciata la richiesta di altri sei mesi per proseguire le indagini. Il giudice, valutando gli atti, potrebbe prospettare al pubblico ministero la necessità di iscrivere una o più persone.
La Procura potrebbe quindi procedere autonomamente, prima di un ordine formale: quando ne ricorrono i presupposti, infatti, il GIP, sentito il PM, gli ordina l’iscrizione». «Non sappiamo se questa interlocuzione sia avvenuta. È una mia ipotesi per leggere l’accelerazione degli ultimi giorni. Ma un punto va ribadito: non serve aver risolto il caso per iscrivere una persona. Servono gli indizi previsti dalla legge, da verificare continuando le indagini, anche per arrivare a escluderne la responsabilità. Laura risulta ascoltata come persona informata sui fatti e non è a lei che riferisco il ragionamento sulle iscrizioni — conclude Di Giacomo —. Ritengo più plausibile che gli investigatori cerchino da lei un aiuto importante nella ricostruzione. Prima di domandarci perché torni in Questura, domandiamoci che cosa possa sapere di utile per arrivare alla verità su Antonella e Sara».



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