Pietracatella/Di Giacomo: da lunedì entriamo nella settimana decisiva
- redazione informamolise
- 6 ore fa
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«Da lunedì 7 settembre entriamo, a mio avviso, nella settimana decisiva per il giallo di Pietracatella. I riscontri scientifici, le nuove audizioni e gli accertamenti sui rapporti personali possono finalmente restringere il quadro. Ma c’è anche un luogo del quale finora si è parlato molto poco: lo studio professionale di Campobasso frequentato quotidianamente da Antonella e Gianni Di Vita, anch’esso interessato dalle attività investigative.

Se anche lì sono stati effettuati campionamenti alla ricerca della ricina, i risultati potrebbero aiutare a capire non soltanto come sia avvenuto l’avvelenamento, ma anche dove possa essere iniziato il percorso del veleno». Lo afferma il criminologo Aldo Di Giacomo, intervenendo sulla fase raggiunta dall’inchiesta per la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita.
«Dopo oltre otto mesi siamo davanti a una situazione completamente diversa rispetto all’inizio dell’indagine. Molti elementi sono stati acquisiti, altri stanno arrivando a definizione e soprattutto possono essere messi finalmente uno accanto all’altro: risultati scientifici, telefoni, computer, dichiarazioni, rapporti personali e frequentazioni». Un passaggio fondamentale riguarda i riscontri scientifici provenienti dalla Germania e gli accertamenti effettuati sui numerosi reperti raccolti.
«La ricerca della ricina non serve soltanto a individuare il possibile vettore attraverso il quale Antonella e Sara hanno assunto il veleno. Può servire anche a ricostruire il luogo nel quale quella sostanza è stata manipolata, conservata o è entrata in contatto con una delle vittime». Ed è proprio in questo quadro che, secondo Di Giacomo, assume interesse lo studio professionale di Campobasso.
«Antonella frequentava quotidianamente quello studio e collaborava con il marito. Sappiamo inoltre che lo studio è stato interessato dalle attività investigative e dal sequestro di materiale informatico. Ritengo quindi importante capire se siano stati effettuati anche tamponi e campionamenti ambientali e, nel caso, quale sia stato il loro esito. Sarebbe difficile, dal punto di vista investigativo, concentrare la ricerca della ricina soltanto nell’abitazione escludendo un luogo frequentato ogni giorno da Antonella nelle settimane e nelle ore precedenti ai malori».
«Se dovesse emergere una traccia di ricina nello studio, sarebbe evidentemente un elemento di enorme importanza. Se invece gli accertamenti dovessero risultare completamente negativi, anche questo contribuirebbe a delimitare ulteriormente il possibile luogo dell’avvelenamento. In questa fase anche un risultato negativo può servire a eliminare scenari». Nelle ultime giornate ha assunto inoltre una particolare centralità il possibile nuovo ascolto del marito dell’amica di Gianni Di Vita, come persona informata sui fatti. «Su questo occorre evitare qualsiasi equivoco: essere ascoltati come persona informata sui fatti non significa essere sospettati né tantomeno accusati. Ma la sua testimonianza può diventare oggi molto importante perché consente di ricostruire rapporti, conversazioni e circostanze che coinvolgono persone centrali nella vicenda».
«La sua posizione assume un interesse diverso rispetto a qualche settimana fa. Non si tratta più soltanto di comprendere ciò che sapeva del rapporto tra sua moglie e Gianni Di Vita. Devono essere ricostruiti anche eventuali contatti e rapporti con Antonella e ciò che potrebbe essere accaduto nei giorni immediatamente precedenti all’avvelenamento».
Per Di Giacomo siamo quindi nella fase in cui «non conta più quante persone siano state ascoltate, ma quanto le loro dichiarazioni coincidano con gli elementi oggettivi raccolti dagli investigatori». «Chi ha parlato con chi? Quando? Per quale motivo? Cosa emerge dai messaggi, dai telefoni, dai computer? Le dichiarazioni rese nei mesi scorsi coincidono con i dati digitali e con i risultati scientifici? È questo il lavoro che può portare alla svolta».
«Da lunedì 7 settembre, dunque, potrebbe iniziare davvero la settimana nella quale tutti questi elementi cominceranno a trovare una collocazione definitiva. Non significa che la soluzione sia già scritta. Significa però che dopo otto mesi abbiamo molti atti, molti riscontri e sempre meno scenari possibili. Ed è per questo che considero la prossima settimana decisiva per il giallo di Pietracatella».



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