Pietracatella/Di Giacomo: confusione totale. Senza passi concreti rischiamo un secondo garlasco
«Prima le anticipazioni da Berlino, poi i titoli sui cibi avvelenati e sulla svolta ormai vicina. Ma le conclusioni ufficiali degli esperti tedeschi risultano ancora attese. Nel frattempo il professor Carlo Locatelli prospetta anche l’ipotesi di un’ingestione accidentale, con semi di ricino scambiati per fagioli. Il quadro restituito ai cittadini è di una confusione totale.

Dopo quasi nove mesi dalla morte di Antonella e Sara, abbiamo bisogno di capire quali elementi siano accertati e quali restino soltanto ipotesi».
Lo dichiara Aldo Di Giacomo, criminologo ed esperto di fenomeni criminali, intervenendo sugli ultimi sviluppi del caso di Pietracatella: «Le dichiarazioni attribuite a Locatelli pongono una domanda precisa: l’ipotesi accidentale trova qualche riscontro concreto in questa vicenda oppure rappresenta una possibilità generale?
Lo stesso rigore deve valere per chi annuncia il ritrovamento del veleno negli alimenti. Quale alimento? Quale accertamento? Con quali conclusioni? Non si può presentare una ricostruzione come definitiva mentre si attendono ancora i documenti che dovrebbero sostenerla».
«Sul fronte delle audizioni, le notizie continuano a concentrarsi su una cerchia ristretta di persone, alcune ascoltate più volte. La mia lettura è che queste convocazioni possano servire soprattutto a raccogliere testimonianze decisive e chiarire passaggi ancora oscuri.
Essere richiamati dagli investigatori non significa essere sospettati. Una persona può
essere ascoltata ripetutamente proprio perché sa qualcosa di importante per ricostruire i fatti». «Non conosciamo tutti gli atti e non possiamo dedurre il ruolo di ciascuno dal numero delle convocazioni. Anche gli annunci di nuove audizioni devono essere distinti dagli ascolti effettivamente avvenuti. Trasformare ogni ingresso in Questura in un sospetto pubblico produce danni alle persone e ulteriore confusione».
Di Giacomo richiama quindi il tema dei tempi: «Se entro la fine di settembre non
emergeranno iscrizioni per il duplice omicidio fondate su elementi concreti, la mia
preoccupazione sarà ancora maggiore. Temo che Pietracatella possa diventare un
secondo Garlasco: un caso destinato ad accompagnarci per anni tra ricostruzioni
contrapposte, sospetti e continue promesse di svolta».
«Settembre è il termine della mia valutazione critica, non una scadenza che pretendo di imporre alla magistratura. E un’iscrizione non equivale a una colpevolezza. Ma, dopo quasi nove mesi, è legittimo interrogarsi sui risultati raggiunti e chiedersi se
investigativa stia consentendo di chiarire i punti decisivi».
«Antonella e Sara meritano verità. Chi è estraneo ai fatti merita di non restare prigioniero di un sospetto permanente. Ogni annuncio di svolta crea un’attesa: quando quell’attesa rimane senza risposta, la fiducia si consuma».



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