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Pd, un tris di atti per vederci chiaro sulla Centrale Unica di Committenza

  • redazione informamolise
  • 2 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

La calura estiva rischia di far passare sotto traccia decisioni e provvedimenti amministrativi di grande rilievo, ma il Gruppo del Partito Democratico ha deciso di accendere i riflettori sull'operato e sulle procedure della Centrale Unica di Committenza (CUC) della Regione Molise, attraverso una triplice azione ispettiva. 


Al centro dell'attenzione vi sono tre questioni cruciali: la modifica del regolamento della CUC, la complessa gestione della gara per la frana di Petacciato e i trasferimenti del personale all'interno della macchina regionale.

 


Il primo atto formale nasce dalla deliberazione n. 224 del 3 luglio 2026, con cui la Regione ha modificato il regolamento della CUC introducendo un preventivo nulla osta per le procedure di gara delle società interamente partecipate. 

Questa scelta solleva interrogativi di natura giuridica e amministrativa, poiché sottopone le società in house a un regime più restrittivo rispetto agli altri enti del Sistema Regione, senza che il provvedimento ne spieghi adeguatamente le ragioni. Viene inoltre attribuito alla CUC un potere autorizzatorio i cui confini normativi e la compatibilità con il Codice dei contratti pubblici meritano di essere chiariti, scongiurando il rischio che la Centrale diventi un punto di gestione indifferenziato e accentrato per tutti gli appalti.

 


Il secondo fronte riguarda la frana di Petacciato, oggetto di una specifica interpellanza urgente. Nonostante l'aggiudicazione della gara, restano forti perplessità sul fatto che si appalti rapidamente un progetto datato, basato su una tecnologia che suscita dubbi e redatto prima dell'evento franoso dell'aprile 2026. Quest'ultimo ha profondamente modificato l'assetto idrogeologico dei luoghi, eppure si è accelerato l'iter senza una nuova campagna di indagini e senza il necessario aggiornamento progettuale, anteponendo la fretta di affidare i lavori alla spesa sicura ed efficiente delle risorse pubbliche. 

I consiglieri dem precisano che l'intenzione non è bloccare le opere — attese invano per anni —, ma comprendere perché alcune procedure subiscano accelerazioni proprio quando servirebbe un adeguamento alla nuova realtà post-alluvione, a tutela della qualità dell'intervento e della sicurezza di un'infrastruttura strategica che coinvolge l'A14, la statale 16 e la linea ferroviaria.

 


A completare il quadro vi è infine un terzo atto ispettivo, focalizzato sui criteri di trasferimento del personale e sui comandi in entrata, come nel caso del Dirigente Analista proveniente dall'ASReM, i cui riflessi organizzativi e amministrativi sono stati formalmente portati all'attenzione della Giunta.

 


Attraverso questi tre atti, il Partito Democratico punta a fare piena luce sul funzionamento di un forte centro di potere regionale, la Centrale Unica di Committenza, chiedendo risposte trasparenti per garantire che ogni scelta amministrativa persegua realmente l'efficienza e il buon andamento dell'azione pubblica.


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