Oltre mille morti sul lavoro nel 2026 (frutto di appalti a cascata)
I dati dell'Osservatorio indipendente di Bologna riportano che è stata raggiunta e superata la soglia psicologica dei mille morti sul lavoro da gennaio.
Sono 805 le vittime nei luoghi di lavoro, mentre il resto in itinere, cioè lungo il tragitto casa-lavoro-casa.

Nel computo dei dati, l’Osservatorio tiene conto di tutti gli incidenti mortali sul lavoro, anche di quelli che riguardano lavoratori non assicurati all’Inail o in nero.
Si tratta di vite spezzate: persone uscite di casa per guadagnarsi da vivere che non hanno più fatto ritorno.
Una strage quotidiana che continua nell’assuefazione generale», con un «
aumento vertiginoso di casi dal 2023 quando con il nuovo Codice degli appalti è stato legalizzato il cosiddetto “subappalto a cascata da allora l’Osservatorio ha registrato un aumento dei morti del 15%, soprattutto in edilizia e nel settore dell’autotrasporto. Quest’anno, gli autotrasportatori morti sono già 136, il doppio dell’anno scorso.
Il settore dell’agricoltura nel 2026, secondo gli ultimi dati, ha visto già 133 lavoratori morti sotto il trattore, una tragedia che riguarda, soprattutto, i lavoratori anziani.
Per aumentare il livello di sicurezza dei mezzi agricoli, vecchi e sprovvisti dei dispositivi di protezione del guidatore in caso di ribaltamento, è stato concesso più tempo alle Pmi dei settori agricolo, agroindustriale/agromeccanico e agroalimentare per accedere ai contributi a fondo perduto previsti nell’ambito dell’Accordo di cooperazione Masaf-Inail-Ismea-Crea per realizzare interventi di ammodernamento e di miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli o forestali.
Da dati, provvisori, diffusi dall’Inail
nei primi sette mesi del 2026, le denunce di morte sul lavoro (al netto degli studenti) sono state 422, 10 in meno rispetto alle 432 registrate nel 2025. Diminuiscono anche le morti in itinere, che (sempre al netto degli studenti) sono state 160 contro le 168 del 2025 (-8 casi). C’è però un aumento rispetto ai decessi registrati in tutti gli anni del quinquennio 2020-2024 e una riduzione sul 2019 (-6 denunce).
Le denunce di infortunio durante il lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nei primi sette mesi del 2026 sono state invece 256.471, in aumento del 4,9% rispetto alle 244.495 dello stesso periodo del 2025.
In drammatico aumento i casi mortali tra gli studenti. Entro il mese di luglio, quelli registrati dall’Inail sono stati tredici: si tratta di una cifra quasi doppia rispetto ai sette del 2025, le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail nei primi sette mesi dell’anno sono state 52.744, in aumento del 5,6% rispetto alle 49.970 dei primi sette mesi del 2025, delle circa 53mila denunce di infortunio, 597 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 50% rispetto a luglio.
Le denunce di malattie professionali protocollate dall’Inail nei primi sette mesi del 2026, sono state 69.796, +9.939 casi rispetto al pari periodo 2025 (+16,6%).
I dati mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+17,5%, da 49.616 a 58.301 casi), Agricoltura (+11,6%, da 9.802 a 10.936) e Conto Stato (+27,3%, da 439 a 559). Inoltre, l’aumento interessa il Nord-Ovest (18,1%), il Centro (+17,8%), le Isole (+16,2%), il Nord-Est (15,6%) e il Sud (+15,4%).
Alfredo Magnifico



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