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Non solo Neet ma anche EET

  • redazione informamolise
  • 3 giu
  • Tempo di lettura: 1 min

Censis e Confcooperative hanno fotografato in una ricerca gli Eet, un piccolo, ma significativo esercito: 144 mila persone tra i 15 e i 29 anni che aprono attività prevalentemente in settori innovativi e tecnologici e provano a contrastare la crisi, fanno impresa e creano lavoro per sé stessi e per i loro coetanei.


Sta crescendo, quindi, il fenomeno degli Eet-Employed, educated and trained, espressione che tradotta in italiano significa occupati, istruiti e formati.

Giovani che, dopo aver studiato e aver acquisito competenze professionali avanzate, le mettono in campo scegliendo la via dell’autoimprenditorialità.


Il numero dei giovani occupati supera la soglia dei tre milioni, di cui circa 1,8 milioni di uomini e 1,2 milioni di donne, il 13,3% del totale degli occupati, stimati per il 6,6% del totale delle retribuzioni lorde da lavoro dipendente e sui profitti da lavoro indipendente, con un valore complessivo di 52,2 miliardi di euro, il 2,5% del Pil.

Di questi 144mila giovani imprenditori il 35,4% è presente nel Mezzogiorno, il 28,5% nel Nord Ovest, il 16,7% nel Centro, e infine il 19,4% nel Nord Est.


I settori in cui si registrano maggiormente gli Eet sono comparti dalla valenza sociologica molto particolare: pubblicità, gestione aziendale e istruzione.

Fra il secondo trimestre del 2017 e il secondo trimestre del 2024, triplicano (+228,7%) le imprese giovanili che si occupano di pubblicità e ricerche di mercato, e aumentano del 206,4% quelle che offrono servizi di direzione aziendale e consulenza gestionale.


Con incrementi rilevanti nella produzione cinematografica, televisiva e musicale (+65,9%), nella produzione di software e consulenza informatica (+52,4%), nei servizi postali e di corriere (+44,1%), nelle attività di leasing operativo e noleggio (+35,5%).

Alfredo Magnifico

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