Legge 104: il datore di lavoro dovrà garantire turni stabili ai caregiver
- redazione informamolise
- 12 ore fa
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Con la sentenza n. 9104 del 13 aprile 2026, la Corte di Cassazione ha affermato che; "si configura una discriminazione indiretta quando un dipendente che assiste un familiare con grave disabilità chiede al proprio datore di lavoro una modalità di prestazione ragionevolmente stabile, come l'assegnazione fissa al turno mattutino".
In Italia esistono milioni di lavoratori che ogni giorno dividono il proprio tempo tra l'impiego e l'assistenza a un familiare con disabilità grave.
Per molti di loro, la gestione degli orari di lavoro è da sempre una battaglia silenziosa, combattuta, spesso, senza strumenti adeguati.
Grazie alla recente pronuncia della Corte di Cassazione cambia radicalmente lo scenario: da oggi, chi si trova in questa situazione ha diritti molto più solidi.
La vicenda riguarda una lavoratrice madre, caregiver-curante- di un figlio con grave disabilità, che aveva chiesto l'assegnazione stabile a un turno fisso di mattina o, in subordine, a mansioni diverse, anche inferiori, pur di poter garantire l'assistenza necessaria.
La richiesta respinta, dal datore di lavoro(ATAC) e nei gradi di giudizio precedenti, con la motivazione che la normativa antidiscriminatoria tutelasse esclusivamente il lavoratore disabile e non chi lo assiste.
La Cassazione, prima di decidere, aveva rimesso la questione alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Dopo la sentenza C-38/24 dell'11 settembre 2025, la Suprema Corte ha accolto il ricorso e cassato la decisione d'appello.
La sentenza stabilisce che le soluzioni temporanee non bastano più, non basta più concedere aiuti sporadici o permessi di breve durata, previsti dalla L.104 ma l'azienda deve attivarsi in modo concreto e stabile per conciliare i tempi di vita e di lavoro del caregiver.
Se il dipendente chiede un turno fisso o una modifica dell'orario per prestare le cure necessarie al familiare, la società non può limitarsi a provvedimenti provvisori.
Questa sentenza, che coinvolge molte famiglie, stabilisce un principio destinato ad avere effetti concreti sull'organizzazione aziendale: anche chi assiste un familiare con disabilità ha diritto alla tutela contro le discriminazioni indirette.
Il messaggio è chiaro: il caregiver non deve essere penalizzato sul lavoro a causa dell'attività di cura svolta nei confronti di un familiare disabile.
Alfredo Magnifico