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La Vita viene prima dell'appartenenza ideologica.“Il centrodestra molisano resti unito a difesa della vita e contro ogni forma di svalutazione umana"

  • redazione informamolise
  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

A seguito della nota stampa a firma della Cellula Coscioni Molise, è importante portare all’ attenzione mediatica una riflessione etica, giuridica e politica di fronte alle derive regionali sul fine vita. Le recenti cronache politiche e istituzionali impongono una riflessione profonda, scevra da facili populismi e ancorata ai capisaldi indiscutibili del diritto naturale, della Costituzione e dell’etica della cura.



Il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Stefania Di Claudio, nonché Responsabile Regionale del Dipartimento della Famiglia e dei Valori Non Negoziabili, sottolinea che quanto registrato in Veneto in queste ultime ore in merito alla legge regionale sul fine vita rappresenta un precedente critico e doloroso, che deve interrogare la coscienza di ogni amministratore e di ogni cittadino che crede fortemente nel valore sacrosanto della vita dal concepimento fino alla morte naturale.


Di fronte alle pressioni e agli appelli strumentali che giungono in queste ore anche in Molise tesi a scardinare l’immobilismo legislativo per ricalendarizzare la proposta di legge di stampo eutanasico, sento il dovere di porre un'accurata attenzione su quanto si pensa di riportare in aula. Sotto il profilo strettamente giuridico e ordinamentale, le iniziative legislative regionali in materia di suicidio medicalmente assistito configurano un evidente e pericoloso oltre passamento dei confini costituzionali.


L'articolo 117 della Costituzione affida in via esclusiva allo Stato la potestà legislativa in materia di "ordinamento civile" e "determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali".


Il tentativo di normare per via regionale le procedure di fine vita non è soltanto una fuga in avanti ordinamentale, ma costituisce un vulnus al principio di uguaglianza e di certezza del diritto su scala nazionale. Forzare la mano a livello regionale, - prosegue Di Claudio - trasformando un dramma umano in un vessillo ideologico, significa calpestare il principio di gerarchia delle fonti e illudere i cittadini attraverso

un vuoto di competenza che genera caos istituzionale e disuguaglianza territoriale nell'accesso alle cure.


Sul piano filosofico ed etico, l'impostazione culturale che sottende la legge "Liberi Subito" e le istanze analoghe si fonda su un antropologia individualista e nichilista. Si confonde erroneamente la qualità della vita con il valore della vita. La visione personalistica cristiana e umanistica – che costituisce l'architrave della nostra civiltà giuridica occidentale – insegna che la dignità della persona umana è ontologica, intrinseca ed inalienabile. Essa non è un indicatore quantitativo o qualitativo legato all'efficienza fisica, all'autonomia decisionale o alla piena salute psicofisica. Ridurre l'uomo alla sua sola autonomia significa decretare che chi soffre, chi è fragile o chi dipende interamente dall'altro possieda una "vita indegna di essere vissuta".


La vera libertà non è mai la libertà di morire, ma la libertà di essere curati, amati e sostenuti nel momento della prova estrema. Il Dipartimento Nazionale di Fratelli

d’Italia è chiarissimo su questo tema, - sottolinea la Di Claudio - la nostra bussola deve rimanere l'articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come "fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività", orientando ogni risorsa pubblica non già verso la scorciatoia drammatica e irreversibile dell'auto soppressione assistita, ma verso il potenziamento strutturale delle cure palliative, della terapia del dolore e dell'assistenza domiciliare integrata.


Rispondere alla disperazione di un malato terminale offrendogli la morte anziché la vicinanza, la terapia e il calore umano è il fallimento dello Stato etico e della solidarietà sociale.


Proprio per questo motivo, il consigliere Di Claudio, rivolge un appello accorato e perentorio a tutte le forze politiche che compongono la coalizione di centrodestra in Regione Molise e nel Consiglio regionale: su questi temi non sono ammessi

tentennamenti, ambiguità o distinguo tattici. Il centrodestra deve rimanere granitico e unito nella lotta intransigente contro politiche legislative che strizzano l'occhio alla cultura della morte - conclude Di Claudio - non possiamo cedere alla tentazione di

uniformarci a mode culturali metropolitane estranee alla nostra identità profonda.


Bisogna dimostrare di essere all'altezza della propria storia, sigillando ogni porta a leggi eutanasiche e confermando che per noi, senza compromessi di sorta, la Vita umana non ha prezzo e non si tocca mai.


Stefania Di Claudio

Consigliere Comunale e Responsabile Regionale del Dipartimento della

Famiglia e dei Valori non negoziabili di Fratelli d’ Italia

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