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La povertà non va in vacanza neanche d'estate

  • redazione informamolise
  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

L'alleanza contro la povertà che raggruppa un ampio numero di soggetti sociali, in un monitoraggio sulla povertà in Italia, riporta che in estate la povertà si aggrava perché il caldo acuisce le fragilità e gli anziani sono tra i più esposti anche per il rischio isolamento. 



Nelle città, nei paesi, nelle località di mare e di montagna, la povertà non si alleggerisce, anzi spesso si aggrava perché il caldo rende più evidenti le disuguaglianze, accentua i problemi, acuisce le fragilità. 

I media e le istituzioni abbassano, in estate abbassano l’attenzione e la guardia, ma la povertà sta sempre lì, magari meno visibile. 


Chi vive in alloggi inadeguati, in strutture di accoglienza o in strada trova nell'estate una minaccia concreta alla propria salute e sicurezza, non un periodo di tregua. 

I servizi anche se non tutti, restano aperti spesso in formato ridotto: l’asfalto si infuoca e le città si surriscaldano, rendendo ancora più precaria la vita di chi non può permettersi non solo la vacanza, ma neanche di rinfrescare la propria casa, ma soprattutto di chi una casa non ce l’ha affatto.


Gli anziani sono i più esposti non solo al caldo estivo ma anche al rischio di isolamento in città che diventano deserte. 


Le temperature elevate sono pericolose per tutti, ma soprattutto per coloro che vivono soli e in condizioni economiche disagiate che possono diventare letali. L’impossibilità economica di climatizzare la casa li espone a un rischio che resta sommerso, ma che conosce bene chi lavora nei pronto soccorso.


Secondo la Società italiana di medicina di emergenza e urgenza durante i periodi di caldo intenso gli accessi ai pronto soccorso delle grandi città aumentano in media del 10-15% per il peggioramento di patologie croniche preesistenti più che per veri e propri colpi di calore.


La povertà energetica ha raggiunto il massimo storico: nel 2024 ha interessato 2,4 milioni di famiglie, pari al 9,1% del totale, nuclei vulnerabili che non riescono a sostenere i costi per climatizzare adeguatamente l'abitazione.


Le istituzioni, come anche il pubblico in estate allentano l'attenzione,  esistono alcune buone prassi a livello locale, ma non delle vere e proprie politiche. 

I condizionatori dati in comodato d'uso alle famiglie più fragili, i rifugi climatici allestiti nelle biblioteche, nei musei e in altri spazi pubblici climatizzati e accessibili, le reti di volontari organizzate per il monitoraggio periodico degli anziani soli, con telefonate o visite durante le giornate più critiche, sono esperienze utili che meriterebbero di diventare la regola invece dell'eccezione, si tratta di modelli locali efficaci, ma ancora troppo frammentati e legati alla buona volontà di singole amministrazioni o realtà del terzo settore, senza un coordinamento e un finanziamento stabili. 


A livello nazionale ci sono le misure spot come il decreto bollette 21/2026, ma mancano interventi e politiche strutturali.


“La povertà è trasversale, colpisce giovani e anziani, singoli individui e famiglie, al Nord come al Sud come al Centro Italia, d’estate, però, per gli anziani può diventare letale. 

Servirebbe che per coloro che sono costretti a trascorrere l’estate in casa, come anche per le persone con disabilità e i caregiver, vengano messe in campo misure efficaci perché le mura domestiche siano una protezione e non una gabbia, come troppo spesso accade.


L'Alleanza per la povertà formula proposte per un sostegno stabile alla climatizzazione delle abitazioni delle famiglie a basso reddito con anziani non autosufficienti, il rafforzamento delle anagrafi della popolazione fragile previste dal piano nazionale caldo, aiuti strutturali per gli anziani in povertà, un'attenzione specifica al fenomeno del barbonismo domestico, che colpisce con particolare gravità gli anziani soli.


Alfredo Magnifico 

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