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I redditi più bassi pagano il prezzo più alto 

redazione informamolise
15 ore fa
Tempo di lettura: 1 min

Non è possibile che con l' inflazione galoppante i redditi più bassi paghino il prezzo più alto, servirebbero: sostegno universale, welfare più forte e misure anti energia 

L’inflazione batte il record degli ultimi tre anni e pesa soprattutto su chi è già in bilico, secondo la stima preliminare dell’Istat, a settembre il dato inflattivo sale al 4,2% su base annua, dal 3,3% di agosto. 


A spingere l’aumento sono, soprattutto, i prezzi dell’energia (elettricità, gas e carburanti): a settembre 2026 costano il 22,3% in più rispetto a settembre 2025. 

Crescono velocemente (ma con aumenti più contenuti) anche i costi relativi ad altre due categorie: i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (attività di svago, cultura, parrucchieri ed estetisti) passando da +2,6% a +2,9%; mentre i servizi di trasporto passano da +0,8% a +1,6%, tutto questo grava soprattutto su chi ha le spalle già appesantite. 


L'inflazione è come una tassa piatta, una flat tax regressiva, una tassa ingiusta e iniqua, a pagarne il prezzo più alto sono le famiglie meno abbienti, il cui reddito basta appena (o a volte non basta) a garantire beni essenziali per una vita dignitosa, tra questi non ci sono solo disoccupati, ma anche tanti lavoratori dipendenti, i cui salari faticano a mantenere il potere d’acquisto.


Alfredo Magnifico 


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