top of page

I deepfake: cosa sono, perché sono pericolosi e come difendersi

  • redazione informamolise
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

I deepfake rappresentano una forma particolarmente grave di furto d'identità digitale,

poiché possono attribuire a una persona parole, azioni o comportamenti mai avvenuti.


La vittima perde così il controllo non solo della propria immagine, ma anche delle

proprie idee, opinioni e comportamenti. I deepfake possono inoltre collocare una

persona in contesti inesistenti, danneggiandone reputazione, privacy e dignità.


Tra le forme più pericolose di deepfake ci sono i deepnude, che consentono di creare

immagini o video falsi a contenuto sessuale utilizzando il volto di una persona reale.


Questi contenuti possono essere utilizzati per generare materiale pornografico,

revenge porn, sexting, pornografia e pedopornografia.


I deepfake vengono inoltre utilizzati anche per atti di cyberbullismo - soprattutto ai danni di giovani, vittime di umiliazioni, diffamazioni e ricatti online - per diffondere fake news e alimentare disinformazione, specie in ambito politico, influenzando opinioni e voti, e per compiere cybercrime, come phishing, spoofing e truffe informatiche, che sfruttano volti e voci falsificate per ingannare persone e sistemi di sicurezza. Per contrastare questo fenomeno, le grandi aziende digitali e le autorità stanno sviluppando strumenti capaci di individuare i deepfake e di limitarne la diffusione.


Tuttavia, la difesa più efficace rimane la prudenza: evitare di condividere troppe immagini personali online, imparare a riconoscere possibili segnali di manipolazione, non diffondere contenuti sospetti e segnalare eventuali abusi alle piattaforme o alle autorità competenti. Di recente, sul tema è intervenuto nuovamente il Garante della Privacy – che lo scorso dicembre ha già adottando un provvedimento di avvertimento nei confronti degli utilizzatori di servizi basati sull’intelligenza artificiale, come Grok, ChatGPT e Clothoff e altri servizi analoghi disponibili online – ribadendo la necessità di poter intervenire per interdire il collegamento dall’Italia a tali piattaforme di servizi.


Il questo modo si potrebbe bloccare tempestivamente la viralità delle condivisioni e la

diffusione incontrollata di dati e materiali dannosi. Per saperne di più, è possibile

consultare la guida sui deepfake realizzata dal Garante per la Protezione dei dati

personali. Il Corecom Molise sensibilizza l’opinione pubblica sulla pericolosità in rete.


Prof. Vincenzo Cimino

Presidente Corecom Molise

 
 
 

Commenti


bottom of page