Gravina (M5S): “Sede regionale all’ex Roxy? Tutto confuso e approssimativo. Il centrodestra continua a trattare il capoluogo di regione con la solita noncuranza”
- redazione informamolise
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Si è discussa

in Consiglio regionale l’interpellanza presentata dal consigliere del MoVimento 5 Stelle Roberto Gravina sulla gestione dell’ex Hotel Roxy e sulle decisioni della Giunta relative alla futura sede regionale, un intervento per il quale sono stati formalmente destinati 35 milioni di euro a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027. Gravina ha ricostruito una vicenda che mostra contraddizioni amministrative, ritardi incomprensibili e scelte incoerenti. Dopo il tentativo fallito di coinvolgere Invimit nella realizzazione di uno studentato e l’inserimento del cespite nel piano delle alienazioni immobiliari, la Regione pubblicò comunque il bando di vendita il 7 febbraio 2024, nonostante il rifiuto formale di Invimit fosse già stato comunicato cinque giorni prima. Nessuna offerta pervenuta, un anno di immobilismo e infine, nel febbraio 2025, la Giunta ha riportato l’ex Roxy nel patrimonio indisponibile per inserirlo tra gli interventi finanziati con l’FSC: una giravolta amministrativa che non chiarisce però l’effettivo avanzamento della progettazione né la reale volontà politica di procedere.
Durante il dibattito in aula, Gravina ha definito l’intera vicenda «l’esempio plastico di come in questa regione il tempo passi senza produrre risultati». Ha ricordato il denaro pubblico già speso negli anni per l’immobile e per le idee progettuali mai concretizzate, evidenziando come il cronoprogramma approvato con la DGR 153/2024 — con date precise per programmazione, progettazione ed esecuzione — non sia stato minimamente rispettato. «Dalle carte emerge chiaramente che non c’è alcuna reale volontà di risolvere una vicenda che riguarda un intervento atteso da oltre vent’anni dal capoluogo di regione» ha affermato, sottolineando come la maggioranza di centrodestra continui a fare proclami privi di riscontri concreti: «L’idea di realizzare la sede della Regione resta lettera morta».
A rispondere è stato l’assessore Marone, che ha tentato di giustificare scelte e tempistiche con motivazioni definite “articolate”. Proprio nel corso della risposta, l’assessore ha ammesso che il cronoprogramma slitterà di almeno un anno, confermando il mancato rispetto delle scadenze approvate nel 2024.
Nella replica, Gravina ha espresso «profonda delusione per risposte che confermano l’approssimazione con cui questa Giunta assume decisioni politiche». Ha aggiunto che non è stato chiarito nulla sul destino dei progetti passati. «Di tutto questo non siamo messi al corrente» ha affermato, ricordando ancora una volta la totale assenza di coinvolgimento del Comune di Campobasso: «La direzione politica è evidente: Campobasso non interessa a questo centrodestra regionale».
Gravina ha ribadito che il MoVimento 5 Stelle continuerà a seguire ogni passaggio della vicenda, chiedendo trasparenza e rispetto degli impegni assunti: «Il capoluogo di regione continua a essere trattato come un dossier scomodo da rinviare a data da destinarsi. Dopo vent’anni di promesse disattese, i cittadini su questa vicenda meritano chiarezza, programmazione e risultati».



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