Gravina (M5S): «L'acqua è un bene comune, non una riserva da negoziare. Sul tubone il Molise merita risposte chiare»
- redazione informamolise
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Si è tenuto nell'Aula Magna della Scuola Elementare di Vinchiaturo l'incontro pubblico "Prendiamoci cura del territorio – L'importanza dell'acqua per la sostenibilità agricola e sociale", promosso dall'associazione Radici insieme a La Fonte, AIAB Molise e Slow Food Basso Molise. Ai lavori ha portato il proprio saluto il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina, che ha collegato la dimensione territoriale e agricola dell'incontro alle criticità ancora aperte nella gestione idrica regionale, tema su cui porta avanti da mesi un lavoro specifico in Consiglio.

«L'acqua non è solo una risorsa da gestire: è il filo che tiene insieme il territorio, l'agricoltura e le comunità. Interrompere quel filo per incuria, per assenza di pianificazione o per decisioni assunte senza il necessario confronto con i territori, significa compromettere equilibri che richiedono decenni per essere ricostruiti».
Nel corso del dibattito, Gravina ha ampliato la riflessione collegando la questione idrica alle nuove forme di agricoltura e alla necessità di ripensare il rapporto tra comunità e risorsa. «Gli interventi di oggi mi hanno offerto spunti su cui vale la pena riflettere e pensare, come la coltura idroponica, che lega la propria sopravvivenza alla disponibilità e al costo dell'acqua, e gli orti urbani, come forma concreta di autoproduzione e di ritorno a un rapporto diretto con la terra. Segnali di un cambio di paradigma che le istituzioni hanno il dovere di accompagnare, non di ostacolare».
Sul fronte tariffario e infrastrutturale, il consigliere è stato netto. «Il Molise, nonostante i cambiamenti climatici in atto, continua ad avere una disponibilità idrica significativa. Questa risorsa deve restare accessibile, e il costo dell'acqua deve essere mantenuto basso, soprattutto quando a gestirla è un soggetto pubblico. Un gestore pubblico non ha come obiettivo il profitto: ha il dovere di garantire efficienza, riduzione dei costi energetici e tariffe sostenibili per i cittadini».
Gravina ha poi affrontato direttamente il nodo degli accordi interregionali e della costruzione del cosiddetto Tubone. «È impensabile che il Basso Molise venga costretto a cedere acqua nei periodi in cui la disponibilità non lo consente. La solidarietà tra territori è un valore, ma non può tradursi in un obbligo strutturale che prescinde dalle condizioni reali. Nessun minimo garantito senza una verifica tecnica indipendente dei surplus effettivi».
Nel frattempo, il piano di emergenza idrica regionale non è più rinviabile. Da oltre un anno il Movimento 5 Stelle lo chiede: non un documento formale, ma uno strumento operativo per prevenire le crisi, non rincorrerle.
«Ci faremo carico di tenere alta l'attenzione su questi temi, a partire dalla difesa della gestione pubblica del servizio idrico. Chi lavora la terra — ha concluso Gravina — esercita una funzione di presidio attivo che la politica ha il dovere di riconoscere e sostenere. Con politiche idriche eque, una gestione pubblica e trasparente delle risorse, e una pianificazione che metta al riparo il Molise dall'improvvisazione.
L'acqua è un bene comune, non una riserva da cedere a trattativa in corso».
Tra i relatori dell'incontro, Luigi Mastronardi, professore di Economia dell'Ambiente all'Università del Molise, Andrea Albino, presidente di AIAB Molise, e Famiano Crucianelli, presidente del Bio-Distretto della Via Amerina ed ex sottosegretario agli Esteri. Ha portato i saluti istituzionali anche la consigliera regionale Micaela Fanelli (PD). L'introduzione è stata curata da Angelo Primiani, Vice Presidente del Consiglio Regionale del Molise, e Patrizia Manzo de La Fonte.



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