Gli studenti in piazza per una scuola diversa
Da Nord a Sud si è sviluppata una mobilitazione degli studenti medi con scioperi e iniziative che hanno registrato una partecipazione molto ampia.

Una mobilitazione diffusa e sentita, che ha attraversato le scuole del Paese.
Una nota degli studenti riporta che non si accetta di restare ai margini delle decisioni sul proprio futuro e che si rivendica il diritto di essere ascoltati.
Gli studenti e le studentesse sono in piazza per chiedere scuole sicure, un diritto allo studio realmente garantito, più personale scolastico e maggiori tutele per chi ogni giorno vive e lavora negli istituti.
Gli studenti si mobilitano anche contro il caro studio e il caro vita, che rendono sempre più difficile per tante persone proseguire il proprio percorso formativo, e contro il Dl Scuola e il Ddl Valditara, che contestano perché ritiengono non rispondano ai bisogni reali delle comunità studentesche.
Al centro l’idea di una scuola pubblica che investa nelle persone, rimuova gli ostacoli economici e sociali e metta davvero al centro chi la vive ogni giorno.
Gli scioperi studenteschi che stanno attraversando il Paese sono partecipatissimi e raccontano una necessità concreta: quella di riprendersi lo spazio, di far sentire la voce e di rivendicare una scuola diversa.
Gli studenti non sono più disposti ad accettare che la sicurezza, il diritto allo studio e il benessere di studenti e studentesse vengano trattati come questioni secondarie.
La scuola è un diritto, non un privilegio, e pretendono che questo principio si traduca in scelte e investimenti concreti.
La mobilitazione italiana si inserisce in un clima più ampio di partecipazione e protesta giovanile, segue l’onda delle mobilitazioni dei coetanei in Francia e Spagna.
Anche in Italia studenti e studentesse stanno tornando a occupare lo spazio pubblico, a costruire partecipazione e a rivendicare il proprio ruolo nelle scelte che riguardano il presente e il futuro della scuola.
Le decisioni sulla scuola non possono essere prese senza ascoltare chi la vive ogni giorno, devono essere gli studenti i protagonisti del cambiamento, non spettatori di pessime riforme calate dall’alto.
Il diritto allo studio, la sicurezza e la dignità di chi studia devono essere le priorità concrete di tutti i governi, sono i ragazzi che devono essere parte attiva nel costruire una scuola aperta e accessibile a tutti.
Alfredo Magnifico



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