Gioco d’ Azzardo, Italia maglia nera
- redazione informamolise
- 7 ore fa
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La fotografia del fenomeno che emerge dal rapporto annuale sul gioco d’azzardo, vede l’anno scorso si è raggiunto un record storico per l’azzardo: sono stati giocati 165,34 miliardi di euro, il 5% in più rispetto al 2024, in media 3.284 euro a testa spesi da ogni Italiano maggiorenne.

Numeri enormi, difficili da comprendere se non facendo confronti: la cifra corrisponde al 7,3% del Pil italiano, a molto più dei 138,6 miliardi del fondo sanitario nazionale, al doppio della spesa pubblica per l'istruzione.
Le perdite di chi gioca si attesta a 21,88 miliardi di euro, ovvero un'intera manovra finanziaria, pari al 2% dei redditi di tutti gli italiani, una quota che cresce al 4% per le fasce economicamente più deboli.
Siamo il primo Paese in Europa per spesa complessiva e per perdite.
Lo Stato, con questi numeri, risulta essere perdente perché nonostante le entrate, rilevanti, 11,4 miliardi nel 2025,sono in calo per effetto dell’inarrestabile crescita del canale online.
Il bilancio sociale risulta negativo poichè ci sono i costi sanitari generali per la cura delle persone con disturbi da gioco d'azzardo, il sostegno economico pubblico alle famiglie impoverite, e i costi legati allo stretto rapporto tra azzardo legale e illegalità, con il riciclaggio di capitali malavitosi e dell'economia irregolare fatti attraverso le maglie larghissime delle regole italiane., non è facile calcolarne il peso, ma mentre lo si fa non va dimenticata l'attività dello Stato a contrasto, con i costi conseguenti, certamente non tenui.
Va,inoltre, misurato il peso del sovraindebitamento delle persone, creato dall'azzardo, a cui si aggiunge il peso dell'usura, quello della perdita di un lavoro e della chiusura di un'impresa, un peso che colpisce in misura superiore alla media i migranti; un tema che diventa urgente affrontare, in un contesto dove le famiglie sono sempre più povere, i salari reali sono arretrati in pochi anni dell'8,9%, la crescita dell'azzardo risulta un elemento inquietante, che consente la definizione di “tassa sulla povertà”.
Da una parte i cittadini si impoveriscono mentre lo Stato sembra arricchirsi ma in realtà perde, chi vince sono solo le imprese che governano questo settore: in cinque anni i maggiori player hanno visto una crescita degli utili del 165% in termini reali, mentre il loro fatturato ha raggiunto nel 2025 i 10,4 miliardi euro.
Se nell'azzardo fisico si registra una lieve riduzione di volumi meno 1,3% sul 2024, meno 13,4% rispetto al 2018, non si attenua la crescita vertiginosa dell’online: 100,88 miliardi di raccolta, più 9,5% sul 2024, più 221% sul 2018. I giocatori online attivi sono stimati in 4,8 milioni, con un aumento allarmante tra giovani e giovanissimi.
I grandi investimenti delle aziende del settore hanno contribuito allo spostamento con l’on line, ma l'azzardo fisico resta vivacissimo, tutt'altro che in crisi, il motore dell'online è al Sud, Campania e Sicilia, la novità di quest'anno è la maggior crescita, sull'anno precedente, di Lombardia ed Emilia-Romagna.
La chicca per noi Molisani è che nel 2025 Isernia guida la classifica dei capoluoghi con 6.307 euro pro capite, mentre in testa alla graduatoria dei comuni quest'anno c’è Patti (Messina), con 7.715 euro a testa nel solo canale online.
Tra i 100 comuni con la più alta intensità di gioco online figurano molte realtà dove negli ultimi decenni i consigli comunali sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose.
Alfredo Magnifico