Fondi europei/La delibera non ha un briciolo di motivazione
- redazione informamolise
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L’assessore al Bilancio Gianluca Cefaratti ha replicato all’interpellanza urgente presentata dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina sulla delibera che ha autorizzato il ricorso a un’anticipazione di tesoreria onerosa per oltre 41 milioni di euro. La risposta però non chiude la questione, anzi la riapre.

Cefaratti sostiene che il fondo di rotazione è stato regolarmente richiesto e attivato, portando alla Regione circa 46 milioni di euro utilizzati per il pagamento di fatture e per raggiungere il target di spesa 2025 del PR FESR FSE+. Quanto alle anticipazioni previste dall’Accordo per la Coesione, l’assessore riconosce che la quota disponibile — pari al 20% del piano finanziario annuale — è insufficiente a garantire un percorso virtuoso nel tempo, e che la delibera contestata costituisce uno strumento da attivare solo “in caso di necessità”, “con ragionevolezza”.
“Caro assessore, sa cosa c’è di strano? Che la delibera che ha proposto non ha un briciolo di motivazione. Le motivazioni che lei adduce oggi, in risposta alla mia interpellanza, non erano scritte in quella delibera. E questo è un problema amministrativo prima ancora che politico”, ribadisce da parte sua il consigliere Gravina che entra poi nel merito degli argomenti di Cefaratti, contestandone la coerenza temporale. Il riferimento ai risultati raggiunti nel 2025 — il target di spesa del PR FESR FSE+, le fatture pagate — non risponde alla domanda che era stata posta: perché si è scelto uno strumento oneroso per gestire le esigenze di liquidità del 2026, esercizio per il quale il bilancio di previsione deve ancora essere chiuso.
“L’assessore ci dice che ha già ricevuto fondi e che vorrebbe chiederne ancora di più. E parla del 2025, quando tutti sanno che il problema è chiudere il bilancio di previsione per il 2026. Ma non ci dice perché non procede ad attivare i fondi rotativi per le anticipazioni a copertura del 2026, per la quota ancora disponibile. Allora la domanda resta in piedi: se ci sono strumenti a costo zero ancora da utilizzare, perché si è già autorizzato il ricorso a quello oneroso visto che in delibera non c’è scritto nulla di nulla?”
Ma è sul piano tecnico che Gravina individua il nodo irrisolto più rilevante. Le anticipazioni di liquidità dei fondi rotativi — ovvero quelle statali gratuite - non sono risorse liberamente disponibili: le norme di contabilità pubblica impongono che i fondi ottenuti in anticipazione siano utilizzati esclusivamente per le spese a cui sono collegati, quindi programmi PR e FSC.
Non possono essere dirottati su altri capitoli, non possono coprire esigenze diverse da quelle per cui sono stati attivati. È un vincolo che non ammette deroghe.
“Ricordiamolo a tutti: i fondi ottenuti in anticipazione IGRUE o FSC possono essere utilizzati solo per le spese collegate, non per altre. Lo dicono le regole di contabilità pubblica, che tanto strane non sono. La stranezza allora è proprio questa: se i fondi già ricevuti non bastano e si devono chiedere altri fondi a titolo oneroso, qualcosa non torna. E la domanda che l’assessore non ha risposto è ancora lì: è proprio sicuro che va tutto bene?”
“Questa interpellanza non era un attacco politico, ma un atto di controllo istituzionale. - Torna a sottolineare Gravina in conclusione - E proprio per questo le risposte devono essere tecnicamente solide, non politicamente comode. La replica dell’assessore Cefaratti ha fornito elementi utili, ma non ha dimostrato ciò che era essenziale dimostrare: che la scelta di ricorrere a uno strumento oneroso fosse necessaria e non evitabile. Fino a quando quella dimostrazione non arriverà, i dubbi restano e restano collegati all’esigenza di chiudere il bilancio di previsione”.



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