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Federalismo Fiscale/ Il decreto legge approvato ad agosto mette a rischio il Trasporto pubblico locale anche in Molise

redazione informamolise
1 ora fa
Tempo di lettura: 3 min

Il provvedimento, approvato dal governo in tempi rapidissimi durante la pausa estiva e che sarà presto convertito in legge, cancella il Fondo Nazionale Trasporti, elimina ogni vincolo di destinazione delle risorse e modifica i criteri di distribuzione. In Molise, con una quota nazionale ferma a circa lo 0,71%, il rischio è un ulteriore peggioramento dei servizi, soprattutto nelle aree interne.





L’approvazione del decreto-legge sul federalismo fiscale regionale, avvenuta con estrema rapidità durante la pausa estiva e ora avviata all’iter parlamentare, apre una fase di profonda preoccupazione per il futuro del trasporto pubblico locale, con ripercussioni che rischiano di colpire in modo drammatico le regioni, soprattutto quelle a bassa densità di popolazione e, quindi anche il Molise.


Il provvedimento, che dovrà essere presto convertito in legge, introduce un cambiamento radicale nel sistema di finanziamento delle Regioni a statuto ordinario, stabilendo che a partire dal 2027 l’attuale assetto del Fondo Nazionale Trasporti venga interamente sostituito da una compartecipazione regionale al gettito Irpef. Questo meccanismo cancella di fatto l'attuale sistema di trasferimenti statali vincolati al trasporto pubblico ed elimina ogni vincolo di destinazione delle risorse per la mobilità, facendole confluire nel bilancio regionale generico senza alcuna garanzia di utilizzo per lo specifico settore. Alle Regioni viene così lasciata una totale discrezionalità nella gestione dei fondi, con il concreto rischio che il trasporto pubblico perda centralità nelle scelte economiche e che le risorse vengano distratte verso altre voci di spesa, nonostante si tratti di un servizio essenziale per garantire il diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini.


A destare ulteriore preoccupazione sono i nuovi criteri di distribuzione delle risorse previsti dal decreto, che potrebbero attribuire un peso decisivo alla densità della popolazione e ad altri indicatori demografici, favorendo nettamente le grandi aree metropolitane e penalizzando le regioni a minore densità abitativa. Criteri questi che se calati nella regione Molise avrebbero pesanti conseguenze. Occorre considerare con attenzione le ricadute pesantissime che si avrebbero proprio sulle fasce più fragili come studenti , anziani e lavoratori. Nelle aree interne e montane, nei piccoli centri, solo un buon servizio di trasporto pubblico può consentire l'accesso per tutti i cittadini allo studio. al lavoro, alla cura e alla socialità in generale.


Anche sul fronte del lavoro, l'insufficienza dei fondi stanziati per il rinnovo contrattuale degli autoferrotranvieri pregiudica la tutela salariale del personale, compromettendo la stabilità e la qualità complessiva del servizio. Condizione questa che si aggiungerebbe al già basso livello delle retribuzioni di settore in Molise dovute al gravissimo ritardo nel rinnovo della contrattazione di secondo livello e all'arretratezza di una programmazione regionale che non riesce ormai da decenni a portare a termine l'aggiudicazione di un bando di gara ad evidenza pubblica che possa coniugare efficienza del servizio e migliori condizioni normative e retributive per i lavoratori coinvolti.


Per questo si chiede alla politica regionale e ai parlamentari molisani di emendare il decreto-legge per ripristinare il vincolo di destinazione delle risorse, introdurre una fase transitoria di almeno due anni basata sui parametri storici e garantire adeguate coperture finanziarie per il rinnovo del CCNL di categoria. La riforma del federalismo fiscale non deve amplificare le disuguaglianze o scaricare l'incertezza economica su cittadini e lavoratori, poiché la mobilità è un diritto sociale inviolabile e le risorse per il trasporto pubblico non possono essere destinate a far quadrare i bilanci delle Regioni.


FILT-CGIL MOLISE Segretaria Generale Elena Zanola




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