Fanelli: bilancio regionale tardivo, "bucato", basato su procedure falsate
- redazione informamolise
- 8 ore fa
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Ci troviamo di fronte a un bilancio regionale tardivo, "bucato", basato su procedure falsate, che fotografa plasticamente una regione immobile all'interno di un contesto economico in totale stagnazione.

La maggioranza sbandiera tre presunti miglioramenti che, alla prova dei fatti, si rivelano solo fumo negli occhi per i cittadini:
• La modifica del Fondo Anticipazione di Liquidità: Non è il frutto di un'azione politica locale o di una strategia virtuosa, ma il mero recepimento di una norma nazionale che non incide minimamente sulla sostanza dei nostri problemi finanziari.
• Lo slittamento dei fondi della programmazione addizionale: non si tratta di una scelta strategica, ma della fissazione di un fallimento. Si sposta in avanti la spesa semplicemente perché questa amministrazione non è stata capace di spendere quelle risorse quando avrebbe dovuto.
• L'emendamento da 18 milioni per la sanità: Viene presentato trionfalmente come una vittoria, ma nasconde in realtà condizioni capestro che finiranno per soffocare ulteriormente il nostro servizio sanitario regionale.
Il quadro generale descrive un quadro politico e programmatico critico. Da un lato abbiamo un DEF (Documento di Economia e Finanza) puramente accademico, del tutto privo di visione ed efficacia. Dall'altro assistiamo a una legge di Stabilità completamente snaturata, anziché limitarsi a definire le entrate e le spese di parte corrente e investimento, si trasforma nel solito "omnibus" che pretende di legiferare in modo confuso su qualsiasi materia.
In questo contesto, la fase delle audizioni è stata ridotta a un puro simulacro democratico. È stata un'attività totalmente inutile, poiché nessun suggerimento o richiesta arrivata dalle parti sociali e dalle forze produttive è stato accolto.
A certificare la gravità della situazione ci sono i 10 punti di allert sollevati dai Revisori dei Conti. Un elenco dettagliato di problemi strutturali profondi. Davanti a questi rilievi, il parere positivo espresso dagli stessi si trasforma in alcune parti nella fiera dell'ipocrisia; in particolare sulla sanità, perché a tratti fornisce una interpretazione non rispondente alla lettera della legge, mentre evidenzia il necessario intervento del legislatore nazionale affinché "ci metta i soldi".
Un comportamento che poco ha a che fare con il ruolo istituzionale dei revisori, i quali avrebbero il dovere di valutare i numeri e le carte attuali, non le promesse future della politica. Ma se finanziariamente una pezza va messa sul disavanzo sanitario, questa non può in alcun modo essere a svantaggio dei diritti dei cittadini a una sanità dignitosa. Accettare risorse economiche in cambio di tagli ai reparti e declassamenti delle strutture è per noi totalmente inaccettabile. Il diritto alla salute non può essere un elemento di compensazione per i disastri contabili della maggioranza.
Infine, è necessario ricordare la gravità istituzionale ed economica dei tempi.
L'approvazione del bilancio andava fatta tassativamente entro il 30 aprile. Ogni giorno di ritardo è un giorno in più in cui la regione resta bloccata in esercizio provvisorio. In regime di esercizio provvisorio l'ente può pagare solo le spese obbligatorie come gli stipendi, e nient'altro. Questo significa che imprese, fornitori e cittadini che devono ricevere somme legittime dalla Regione non vengono pagati. Si tratta di un'inefficienza gravissima che, in un momento di crisi economica generale, aggiunge ulteriori guai al tessuto produttivo e sociale. È un blocco ingiustificabile che, di fatto, toglie l'ultimo ossigeno rimasto a un malato già in grave affanno.
E alla fine i nodi verranno al pettine con l'assestamento. Rimandati solo di 60 giorni (entro 31 luglio) Se mancano circa 30 milioni per la sanità, vanno trovati circa 2 milioni al giorno! Dalla replica dell’Assessore Cefaratti, tuttavia, sembrerebbe che anche questo termine potrebbe essere sforato. Ma perché questa alea? Forse perché sarà necessario attendere una nuova copertura nazionale. Sì, perché su questo punto l’Assessore ha sempre certificato l’impossibilità di farcela da soli. Ed è l’unico punto su cui concordiamo!
Viceversa, ci ha stupito come nei circa 35 minuti di replica, praticamente ne abbia usati quasi 30 per indicare responsabilità precise del centrodestra: quello del consiglio regionale, quello dei colleghi di giunta, quello nazionale e quello passato. Sì perché: “il bilancio era pronto e il consiglio non ha approvato”. Cioè la maggioranza di centrodestra. “I ritardi della spesa dei bandi dei fondi europei e nazionali è imputabile ai colleghi assessori”. Appunto! “Il riparto del fondo sanitario ha visto dare al Molise dei 20 milioni previsti solo 13,5 perché gli altri sono andati alla Valle d’Aosta”. Perché chi governa a Roma? E infine, parlando del passato, cioè del Governo Toma di cui larga parte del centrodestra attuale era attore principale, ha visto mancate approvazioni di bilanci e visti negativi di revisori e Corte dei Conti. E ha definito quel momento così buio come un momento nel quale si “sguazzava” nelle mancate approvazioni. Una prassi presunta in cui il centrosinistra avrebbe goduto dei fallimenti nella gestione finanziaria. Falso! Ma quantunque falso negli effetti additati, è vero nella sostanza. Quella che Cefaratti, allora consigliere di centrodestra, doveva ammantare e che noi invece abbiamo sempre evidenziato: si stavano peggiorando i conti drammaticamente. Compreso l’aspetto delle surroghe, ora conclamato con la condanna della Regione a risarcire i danni. Ho chiesto: chi paga? Abbiamo presentato un ordine del giorno per chiederlo formalmente. E’ stato bocciato.
Ora che i nodi di tutto l’insieme dei problemi originati dalla maggioranza di centrodestra vengono al pettine, a nulla vale il lavoro che l’Assessore e gli uffici regionali – che si ringraziano - stanno facendo.
Si chiude qualche foro, mentre si continua a buttare l’acqua nello scolapasta.