Ex Romagnoli e interporto di Termoli non si vendono, e sull'ERES servono meno poltrone e più risparmio, Gravina deposita tre emendamenti alla legge di stabilità 2026
- redazione informamolise
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Nella seduta del Consiglio regionale, dedicata alla presentazione della legge di stabilità 2026, il consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina è intervenuto nel dibattito generale depositando tre emendamenti al testo e segnalando dove la manovra convince e dove invece va corretta.

Su due punti la giunta ha recepito istanze che Gravina portava avanti da mesi. Il primo riguarda la gratuità del trasporto pubblico locale per gli under 26 residenti in Molise: una proposta depositata il 5 febbraio 2026 e che non aveva ancora trovato spazio nel dibattito consiliare. Il secondo riguarda le agevolazioni tariffarie nel trasporto pubblico per le persone con disabilità: con un'interpellanza del 30 ottobre 2024, Gravina aveva sollecitato chiarezza sull'effettiva applicazione della Legge Regionale n. 19 del 1998, verificando che i diritti di mobilità fossero pienamente garantiti su tutto il territorio e che le agevolazioni previste fossero realmente accessibili a chi ne ha diritto. Preso atto delle convergenze, il consigliere è entrato nel merito delle criticità, illustrando i tre emendamenti depositati.
Il primo chiede di togliere dal piano delle alienazioni l'area dell'ex stadio Romagnoli di Campobasso. Su quell'area pesa già una programmazione regionale finanziata con fondi FSC, deliberata a febbraio 2026: finché non sarà chiaro dove finisce il progetto da 35 milioni e dove inizia il cespite in vendita, metterla sul mercato è un rischio inutile. «Include o non include quell'area? Fino a quando non lo sappiamo con certezza, è più prudente toglierla» ha detto Gravina. Il secondo emendamento riguarda l'ex interporto di Termoli: un'area con una posizione strategica che non dovrebbe finire in una lista di dismissioni ma diventare, d'intesa con il Consorzio di Sviluppo locale, un nuovo polo di attrazione per investimenti produttivi nel territorio.
Il terzo emendamento riguarda l'ERES, l'ente regionale per l'edilizia sovvenzionata che gestisce il patrimonio abitativo pubblico del Molise. La riorganizzazione per distretti proposta dalla manovra non viene contestata nella logica, ma nella forma: introdurre un consiglio di amministrazione al posto di una guida monocratica, e retribuire i nuovi vertici oltre i livelli della dirigenza regionale, va esattamente nella direzione opposta a quella per cui l'ente fu creato. «L'ERES nasce dalla razionalizzazione delle partecipate e dal contenimento dei costi» ha dichiarato Gravina. «Non possiamo costruire una struttura più pesante di prima e chiamarla riforma. Servono, invece, meno poltrone e più risparmio, in linea con i dettami della spending review, nell'ottica di favorire procedure più snelle per quanto riguarda enti pubblici e partecipate ».
Il dibattito sul bilancio di previsione è appena aperto e gli emendamenti depositati oggi da Gravina tracciano una linea chiara: nessuna dismissione di aree che possono ancora generare valore per il territorio, nessuna espansione di governance che scarichi nuovi costi sulla collettività. Su questi punti il consigliere del Movimento 5 Stelle ha annunciato che manterrà la pressione in ogni passaggio dell'iter consiliare.



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