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Decreto Primo Maggio, ecco le misure allo studio

  • redazione informamolise
  • 25 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Governo al lavoro sul Dl Primo Maggio conterrà una serie di iniziative volte a rafforzare le politiche attive del lavoro e contrastare il lavoro povero: Giovani, Zes, donne, rider: in preparazione un testo che punta a rafforzare le tutele per le fasce più esposte e contrastare il lavoro povero, ci sarà anche la norma sul «salario giusto».



Il provvedimento vuole «dare una risposta alle aspettative e alle esigenze dei lavoratori e delle imprese;

Un capitolo sarà dedicato alla sicurezza sul lavoro, con «l'estensione delle tutele in favore delle famiglie, dei lavoratori delle piattaforme digitali e un sempre più incisivo contrasto ai fenomeni di sfruttamento e caporalato» e «nuove misure per dare una risposta sempre più forte alle categorie maggiormente esposte al tema del carovita».

Un altro capitolo sarà dedicato a «norme efficaci per garantire un salario giusto ai lavoratori» che negli obiettivi dell'esecutivo «daranno risposte più celeri e più concrete di quanto si sarebbe potuto fare con la legge di attuazione della delega in materia di contrattazione collettiva, i cui temi saranno ricompresi e sviluppati nel decreto».

Il decreto si rende urgente, anche, alla luce del contesto di crisi internazionale, che espone il mondo del lavoro a uno stress che è compito del governo prevenire e affrontare con determinazione, all'interno di una visione strutturale che punta a rendere il lavoro sempre più dignitoso e remunerativo.

il provvedimento vuole essere l'occasione per ribadire un patto di fiducia tra Stato, parti sociali e cittadini, in questo percorso, il dialogo con le parti sociali resta imprescindibile: l'obiettivo comune è quello di costruire un mercato del lavoro più inclusivo, sicuro e dinamico, capace di trasformare la crescita occupazionale in benessere sociale diffuso per l'intero Paese.

Ecco le misure allo studio:

·        Giovani. Il dl potrebbe rendere stabili le decontribuzioni per le assunzioni degli under 35 in scadenza il 30 aprile.

·        Zes. Stesso piano per le agevolazioni alle assunzioni nelle Zes, anch'essere in scadenza a fine mese.

·        Donne. Si attendono anche misure in favore dell'occupazione delle donne, con il possibile rafforzamento del bonus mamme. Al momento è in vigore fino a fine dicembre la decontribuzione parziale per le assunzioni di lavoratrici con almeno due figli e la decontribuzione totale per le donne con almeno tre figli.

·        Rider. Il governo lavorerebbe anche a un intervento sui rider, in risposta alle recenti inchieste della Procura di Milano contro lo sfruttamento dei colossi del food delivery. A quanto si apprende è allo studio l'introduzione di un obbligo di accesso alle piattaforme tramite Spid o Cie in modo che il lavoratore non sia più "invisibile" o sotto dipendenza di caporali digitali. 

·        una nuova detassazione degli incrementi contrattuali.

·        costi permettendo, potrebbe trovare spazio anche un rialzo dei fringe benefit nel quadro delle misure contro il carovita.

·        il diritto dei lavoratori a una retribuzione proporzionata e sufficiente, tramite il rafforzamento della contrattazione collettiva e l'individuazione di criteri che riconoscano l'applicazione dei trattamenti economici complessivi minimi previsti dai Ccnl più diffusi.

Il tema del lavoro e della precarietà saranno un nuovo terreno di scontro politico tra maggioranza e opposizione.

C'è ancora molto da fare per l'occupazione femminile ed è evidente che esistono ancora sacche di lavoro povero,

il dumping contrattuale riguarda circa 100.000 lavoratori su 19 milioni di lavoratori dipendenti a termine e a tempo indeterminato e circa 5,1 milioni di lavoratori autonomi, un granello di polvere che prude a tutti come se fosse il male del mercato del lavoro, rappresentano una piccola percentuale del lavoro povero, mentre prende sempre più piede la trasformazione del lavoro in partite IVA.

Bisognerebbe che la gente avesse la sanità pubblica e non dovesse pagare per curarsi, che il sistema dei trasporti pubblici funzionasse, che ci fossero scuole e asili, perché anche questo fa reddito', una vera riforma fiscale, andare a prendere i soldi dove sono e ridurre la tassazione su lavoro dipendente e sulle pensioni.

Negli ultimi tre anni si è vissuto nella totale apatia con la mancanza di politiche strutturali per contrastare la precarietà e l’aumento del costo della vita, è stato sottovalutare l’impatto sociale dei bassi salari e non sono state offerte risposte adeguate alle fasce più vulnerabili della popolazione, non sarà la fava del 1° maggio a risolvere il problema

Alfredo Magnifico

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