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Chiamate al 1522 indirizzate ai CAV, di queste chiamate Liberaluna supera con accessi e presa in carico, la precedente gestione

  • redazione informamolise
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Un sistema che funziona non è un “modello” di proprietà privata, è un servizio pubblico che deve evolvere con i tempi e con le leggi. Liberaluna opera in regione Molise, ormai da 12 anni e ha ereditato un sistema che sta migliorando, con l’istituzione di un’ulteriore CAV a Campomarino e con l’apertura di tre ulteriori CR di secondo livello.



Tutto ciò è stato creato in due mesi dall’insediamento di Liberaluna nella gestione dei servizi a titolarità della Regione Molise. Inoltre Liberaluna gestiva e continua a farlo, un CAV e una CR di primo livello, a titolarità della stessa APS. Oggi vengono riportate, da un’edizione culturale locale, notizie e dati solo in parte esatti. Se poi dobbiamo informare la comunità di quello che realmente sia accaduto in questi anni, rileviamo anche altro, ovvero, di aver appurato che dai fascicoli giudiziari mancano relazioni di valutazione del rischio di recidiva e di escalation della violenza mediante applicazione del questionario SARA (Spousal Assault Risk Assessment).


Ci sono donne che hanno presentato denunce, si sono rivolte al CAV, è stato somministrato il questionario, a firma delle operatrici, ma da verifiche effettuate, non sono presenti nei fascicoli delle Procure, le relazioni relative ai risultati di quei questionari.


Parliamo, di un approccio fallimentare per le donne, alcune di queste attualmente seguite da Liberaluna, che son ben felici della nuova gestione, avendo fatto un confronto reale! Questo significa che poi aldilà dei meriti sbandierati, sono le donne, che quando un servizio non funziona, subiscono una doppia violenza, dicasi vittimizzazione secondaria che molto spesso è sottovalutata ma, anche in questo Liberaluna ne vanta un primato nel combatterla, con una riapertura di un caso che si è concluso con l’espletamento di quelle che dovevano essere le procedure a

sostegno della donna seguita dall’avvocata Tania Gentile del CAV privato Liberaluna.


Vogliamo poi ricordare che chi ripropone vecchi modelli contro Liberaluna qualche anno fa divulgava un video dove metteva la propria immagine e le proprie dichiarazioni a elogio di Liberaluna che l’aveva accolta e seguita al contrario di Befree, che non le aveva permesso di seguire un percorso presso il CAV. Tabula Rasa come leggiamo oggi, è la creatura di Filomena Fusco che in questi ultimi dieci anni è stata l’avvocata dei CAV gestiti dalla cooperativa Befree e che vanta di aver difeso, poco prima di occuparsi di donne vittime di violenza il massacratore del Circeo, Angelo Izzo nel caso dei due femminicidi avvenuti a Ferrazzano.


Pertanto, definire Liberaluna come “una semplice residenza legale” è un’offesa alla realtà dei fatti e alla libertà di scelta delle donne molisane. I numeri inviati all’Ambito Territoriale di Campobasso che nel 2025 fino a ottobre 2025 era delegato dalla Regione Molise nella titolarità del CAV di Campobasso, parlano chiaro: nel corso del 2025, il solo CAV privato di Liberaluna ha registrato ben 35 accessi, ovvero più del doppio rispetto al CAV gestito da Befree (fermi a 13 accessi fino a ottobre 2025).


Pertanto i dati riferiti alle donne che hanno contattato il 1522, non sono i dati di accesso al CAV Befree, ma bensì sono da ricondursi, probabilmente alle attività di sensibilizzazione della Rete che sul territorio ha divulgato il numero di utilità pubblica. Il perché le donne dopo aver contattato il 1522 abbiano deciso di rivolgersi a Liberaluna e non a Befree è da accertare. Ricordiamo infatti che il numero verde regionale attivo dal 2015 e gestito da Liberaluna, risponde realmente h24, grazie all’operatrice telefonica dell’APS Liberaluna ETS (e non Eps come erroneamente riportato su un odierno articolo) oltre alla reperibilità di un’intera equipe. In

relazione ai dati dei CAV di Termoli, Isernia e Campomarino, si stanno producendo i report, ma un dato è da riportare in relazione al CAV di Campomarino, appena istituito a dicembre 2025 che ha registrato in tre mesi già tre casi.


Ma ancora più emblematico ciò che riguarda l'efficacia operativa sul fronte delle emergenze. Se la precedente gestione ha registrato 9 accessi in Casa rifugio in Codice Rosso in ben dieci mesi, Liberaluna, in soli quattro mesi, ha già gestito 16 casi di Codice Rosso di cui 6 con collocamento in protezione (2 del CAV di Termoli). Questo significa che in soli 60 giorni abbiamo garantito protezione a quasi lo stesso numero di donne che prima venivano accolte in un anno intero.


Questi non sono “risultati da replicare”, sono risultati che abbiamo già superato. Tutto ciò infatti è documentato nel tempo tanto da portare la Regione a indire un bando al fine di interrompere lo stallo di ripetute proroghe. In merito a Tabula rasa, come indicato dalla giornalista, si precisa che per poter istituire un Centro antiviolenza l’associazione appena nata, deve poter certificare un’esperienza quinquennale come riportato all’art.1 punto 11 della Conferenza Stato regioni 2022.


Liberaluna ha vinto una procedura pubblica basata su progettualità, titoli e competenze tecniche certificate. Ridurre tutto a una questione burocratica significa ignorare la fiducia che le donne ripongono in noi, scegliendoci quotidianamente già molto prima di questa nuova gestione regionale.


A chiunque alimenti dubbi, rispondiamo con la forza dei dati: la rete oggi è più reattiva, più presente e tecnicamente più preparata ad affrontare la complessità del Codice Rosso. Il tempo delle celebrazioni è finito, è il tempo della professionalità. I risultati di Liberaluna sono scritti nelle vite delle donne che oggi, finalmente, trovano una risposta rapida e sicura. La coordinatrice vuole precisare inoltre “basterebbe che chi sta denigrando la gestione dell’antiviolenza regionale, chiami alle Caserme e Questure per avere un’ulteriore informazione, ovvero che le emergenze a volte avvengono nelle ore notturne e fino ad oggi anche all’una, alle due di notte, io personalmente intervengo collocando le donna nelle Case Rifugio”. Importante è dire che a integrazione del progetto di gestione, finanziato dalla Regione Molise, Liberaluna ha messo a disposizione le proprie strutture e altri servizi senza intaccare

i fondi messi a bando, come non rientra nella spesa, la gestione del numero verde, i costi per le donne accolte presso il CAV e CR privata gestita dalla sola Liberaluna e questo è fondamentale, da riportare in quanto negli anni precedenti era proprio Liberaluna che sopperiva a molte emergenze. Detto ciò bisogna anche ricordare che tutto ciò è possibile grazie al lavoro di concerto con i coordinatori degli Ambiti Sociali Territoriali, alle Forze dell’Ordine, ai sanitari dei Pronto Soccorsi e a tutti i Soggetti che quotidianamente rendono possibile che intorno ad ogni donna si

stringa una rete di protezione e di sostegno, avvolgendola con professionalità e attenzione.

Coordinatrice dei CAV e delle Case Rifugio Liberaluna

Cav. Dott.ssa La Selva Maria Grazia

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