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Chi si dimette per violenza di genere ha diritto alla Naspi 

  • redazione informamolise
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Di norma ha diritto alla Naspi i lavoratori e le lavoratrici che perdono il lavoro a causa di licenziamento, che hanno il requisito di avere lavorato almeno 13 settimane negli ultimi quattro anni e l' assegno viene corrisposto per la metà delle settimane lavorate e per non più di 24 mesi.


Con la circolare numero 2540 del 3 agosto 2026 l'INPS riconosce che possono avere diritto alla Naspi anche le lavatrici che dimettono perché vittime di violenza o di stalking.

L' Inps in questa circolare si rifà alla sentenza n.269 del 2002 che stabiliva che quando sussiste una condizione di impossibilità di proseguire l'attività lavorativa,le dimissioni anche se rassegnate dalla lavoratrice derivano dal comportamento di un altro soggetto, rendendo così lo stato di disoccupazione involontario a norma di quanto previsto dall' articolo 38 della costituzione.


A questa si era aggiunta anche la sentenza della corte di Cassazione la n.1051-2015 secondo la quale l' impossibilita' a proseguire il rapporto di lavoro può dipendere da sopravvenute condizioni di salute della lavoratrice a prescindere dal comportamento del datore di lavoro 


Lo stesso ministero del lavoro ha confermato che il verificarsi di atti persecutori o violenza di genere può integrare la situazione di impossibilità di proseguire il rapporto di lavoro ex articolo 2119 del codice civile.


Ritengo un atto dovuto l' iniziativa dell' Inps perché nessuna persona deve scegliere tra la propria sicurezza e il proprio reddito ed è costretto a dimettersi per proteggersi da violenze, stalking e atti persecutori.

Alfredo Magnifico 



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